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lunedì 18 maggio 2015
Not so slow, a lot of fish
Lo so, l'abbiamo ignorato per troppi anni, quando era alla Fiera. Ci siamo andati per la prima volta nel 2011 e ce ne siamo innamorati follemente.
Siamo ritornati due anni fa, e abbiamo adorato l'iniziativa del Guardaroba del Pesce.
Quindi quest'anno non vedevamo l'ora di tornare a Slow Fish.
Rispetto all'edizione scorsa, ce la siamo goduta meglio. Eravamo solo noi due, agili e attrezzati. Abbiamo visto tanto, assaggiato il giusto (una frittura di mare che non scorderò tanto presto), comprato uno sfacelo: 11 chili e mezzo di pesce, per poco più di 60 euro.
Ovviamente abbiamo comprato pesce povero, quello che ci piace tanto ma che a Pavia non si trova facilmente: pagellini, sugarelli (o suri o sueli), salpe, barracuda e una cassetta di cipolle (pesci di cui ignoravo l'esistenza, mi sa che finiscono in brodetto).
Abbiamo partecipato all'asta del pesce, e ci hanno regalato due chili di sueli.
Tornati a casa, abbiamo pulito e sfilettato pesce per quasi 4 ore (il lavoro maggiore l'ha fatto Luca, mentre io recuperavo figli e cane dai miei).
Il giorno dopo, grigliata di pagellini. Che tanto -ini non erano, dal momento che pesavano più di due etti a testa. Con contorno di verdure varie e tzatziki, tipica salsa delle Cascine Orsine.
Ci siamo goduti pigramente la bella giornata, abbiamo inaugurato il gazebo. I bambini hanno giocato con le biciclette e Daisy a fare il coccodrillo nel laghetto.
E io, tra una cosa e l'altra, ho finito La moglie del boia. Sono incredula e soddisfatta, contenta del risultato ma un po' orfana della scrittura: Gerta e Mathias mi mancano già. E proprio per questo sto già buttando giù qualche idea per un seguito, intanto che procedo alla prima revisione.
Prevedo un'estate intensa.
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mercoledì 8 aprile 2015
Caccia alle uova
Premetto che questo post non è sponsorizzato. Tristemente, perché la percentuale di uova Kinder (+ due coniglietti Ferrero Rocher) era decisamente schiacciante.
Come potete immaginare, il motivo non è legato alla qualità del cioccolato (persino Amelia si sta convertendo al fondente) bensì a quella delle sorprese: ormai ciò che si trova dentro le uova è di uno squallore non giustificato dalla crisi. In uno di essi, per esempio, abbiamo trovato un elastico per capelli. Uno di quelli che vendono a 1 euro il pacco da 10. Mapperfavore...
Tendo a precisare inoltre che neanche l'idea della caccia alle uova ci è stata fornita dalla Kinder e dal coniglio azzurro: ispirati dai racconti delle blogger d'oltremanica, già l'anno scorso avevamo nascosto le uova (in casa, perché pioveva) invece di consegnarle e basta.
Quest'anno l'idea vincente è stata posticipare la caccia da Pasqua a Pasquetta: col sole, abbiamo potuto sfruttare tutti i nascondigli del giardino.
Persino Daisy si è fatta coinvolgere, rubando un coniglietto e portandoselo in giro tutta fiera.
(Per i cinofili: ovviamente gliel'abbiamo tolto subito, sappiamo che il cioccolato è tossico per i cani)
Siccome faceva freddino, siamo rientrati per contare e aprire le uova.
E poi ci siamo goduti il pomeriggio di sole e giochi all'aperto.
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martedì 10 febbraio 2015
Masterchef nel bosco
(Premetto che il titolo è assolutamente una presa per il culo: non ho cucinato neanche un decimo delle cose che si vedono in trasmissione. Anzi, alcuni ingredienti manco sapevo fossero commestibili)
La neve che è venuta non ci ha isolati: abbiamo fatto un paio di mezze mattine senza corrente, ma venerdì sono stata a casa semplicemente perché avevo ore in più da godere.
Però il risultato è che da giovedì pomeriggio a ieri ho cucinato un sacco, sperimentando anche ingredienti nuovi e combinazioni inedite di sapori.
Per pura fortuna, tutti i piatti sono stati un successo.
Quindi vado a segnarmeli, non si sa mai che mi riesca di fare qualche volta una ricetta uguale all'altra.
(Lo so, non ci sono foto. Io gli impiattamenti fighi non li so e non li voglio fare. Forse sarebbe più emblematica l'immagine di tutte le mie pentole vuote)
Giovedì: VELLUTATA AGRODOLCE DI SEDANORAPA E MELE
Ingredienti:
1 sedanorapa e mezzo a cubetti
5-6 mele piccole a cubetti
1 cipolla o due a rondelle
1 carota a julienne
yogurt bianco non zuccherato
aceto bianco a piacere
salsa di soia a piacere
liquore o vino bianco per sfumare il soffritto (io ho usato un liquore al genepy)
salsa Worcestershire
Tabasco
peperoncino
noce moscata
erbe aromatiche a piacere (io ho usato l'origano, il resto era sepolto dalla neve)
olio extravergine d'oliva
Il processo di partenza è questo.
Io l'ho modificato così: in una casseruola (meglio che in una padella, ci vuole un po' di spessore), soffriggere cipolla e carota. Quando è il momento, sfumare con liquore o vino bianco.
Aggiungere il sedanorapa e la mela e far rosolare fino a quando i succhi non si asciugano.
A questo punto, coprire le verdure con abbondante acqua (anche tiepida, bollente se si ha più fretta) e lasciare a sobbollire finché il sedanorapa non sia morbido.
Quando il sedanorapa arriva alla consistenza desiderata, alzare il fuoco per far evaporare l'acqua in eccesso (non vogliamo una zuppa troppo brodosa).
Passare il tutto con un frullatore a immersione e travasare in una pentola.
Aggiungere salse, aceto e spezie fino a raggiungere un gusto agrodolce.
Per finire, a fuoco spento, aggiungere yogurt bianco a piacere.
Servire con pane tostato.
Venerdì: ROVESCIATA DI MELE AL CARAMELLO
Ingredienti:
4-5 mele medie
200 g farina di frumento (il tipo lo decidete voi)
150 g di miele liquido
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
vaniglia in polvere a piacere
cannella e zenzero in polvere a piacere
30 g olio (facoltativo)
latte o yogurt per eventualmente ammorbidire il composto in modo da renderlo semiliquido
4 cucchiai di zucchero
Accendete il forno a 180°.
Tagliate a cubotti le mele.
Foderate con la cartaforno una teglia da crostata, di quelle alte circa 3-4 cm (possibilmente con bordo liscio, non ondulato).
In un pentolino d'acciaio, fate caramellare i 4 cucchiai di zucchero con altrettanti cucchiai di acqua. Appena lo sciroppo si colore, versate nel fondo della teglia e distribuite meglio che potete.
Per raccogliere tutto il caramello, versate qualche mela nel pentolino e usatela per fare una sorta di scarpetta del caramello rimasto. Versate queste mele e quelle che restano nel fondo della teglia e mettete in forno, il più in basso possibile.
Amalgamate il resto degli ingredienti, contando di metterci circa 10 minuti. Quando il composto è pronto, tirate fuori dal forno la teglia, versateci sopra il composto e rimettete in forno.
In mezz'ora circa, la torta sarà pronta. State attentissimi a tirarla fuori quando comincia a profumare di pane cotto, fidatevi del vostro naso.
Lasciate intiepidire e rovesciate su un piatto da torta. Fate riposare fino al completo raffreddamento. Togliete delicatamente la cartaforno e servite, magari con un po' di gelato.
La stessa torta è venuta benissimo anche con le pere, di domenica. Forse, dal momento che le pere rilasciano più succo, sarebbe bene fare il caramello con meno acqua o lasciarlo rapprendere un filino di più.
Sabato: MAIALE IN SALSA KORMA UN PO' TANDOORI
Ingredienti:
1 kg di carne di maiale (io ho disossato e tagliato a quadrotti le costate e le braciole avanzate dalla grigliata)
1 lattina di latte di cocco
yogurt bianco non zuccherato a piacere
spezie tandoori
1-2 cipolle grosse a rondelle
1 carota a julienne
salsa di soia, salsa Worcestershire, tabasco
aceto bianco
olio extravergine d'oliva
Mescolare un paio di tazze di yogurt con 2-3 cucchiaini di spezie tandoori. Aggiungere il maiale e lasciar marinare nel frigo.
Dopo circa mezza giornata, soffriggere le cipolle e la carota con qualche cucchiaino d'olio e, quando cominciano a sudare, buttarci dentro la carne con tutta la sua marinatura.
Rosolare per un po'. Quando il tutto comincia ad asciugarsi, aggiungere la lattina di latte di cocco e amalgamare.
Aggiustare di gusto con le salse e l'aceto, per ottenere un sapore agrodolce.
Abbassare il fuoco al minimo e lasciar cuocere per 3-4 ore, assicurandosi che il composto sia sempre umido (e magari evitando di andarsene a trovare amici per un paio d'ore, dimenticandosi il maiale sul fuoco).
Anche se non è un piatto tipico indiano, la polenta è magnifica con questo maiale: i miei suoceri l'hanno adorato.
Domenica: ZUPPA DEGLI AVANZI
Ingredienti:
avanzo di vellutata di sedanorapa e mele
avanzo di maiale in salsa korma
eventualmente, un po' di acqua o brodo per allungare
Aggiungete il maiale alla vellutata, eventualmente allungate con un po' di acqua o brodo vegetale e lasciate ribollire per qualche minuto.
Una delizia senza pari.
Lunedì: CAVOLFIORE STUFATO
Ingredienti:
olive taggiasche sott'olio (per comodità le ho usate denocciolate, ma vedete voi: col nocciolo sono più buone)
capperi sotto sale dissalati
1 cipolla a rondelle
1 carota a julienne
5-6 pomodori secchi a listelli
1 bottiglia di passata di pomodoro
spezie mediterranee a piacere (io ho usato l'origano)
sale aromatizzato alle erbe provenzali
un pizzico di aglio in polvere
un cucchiaino di paprika dolce affumicata
peperoncino a piacere
pepe a piacere
aceto di vino bianco
un bicchiere di vino rosso o bianco per sfumare
1 cavolfiore
1 noce di burro per mantecare alla fine
1 cucchiaino di miele d'acacia o millefiori
Anche in questo caso, ho rubato l'idea di partenza da qui.
Pulire il cavolfiore, tagliarlo in due e accertarsi che le due metà entrino in una casseruola dai bordi alti. La casseruola deve anche poter essere coperta senza che il coperchio tocchi il cavolfiore.
Preparare il soffritto con le olive, i pomodori secchi, la cipolla, la carota e i capperi. Non aggiungere olio, ce n'è abbastanza nelle olive. Sfumare con il vino e aggiungere le spezie.
Quando le verdure sono rosolate, aggiungere la passata. Regolare di sale e aggiungere un cucchiaino di miele. Portare a bollore.
Immergere il cavolfiore e, usando un mestolino, irrorare di sugo la parte che emerge.
Lasciar cuocere a fuoco bassissimo per circa un'ora.
A fine cottura, spezzettare il cavolfiore con il cucchiaio di legno e mescolare. Aggiungere una spruzzata di aceto e mantecare con una noce di burro.
Servire con patate al forno o puré.
Ripeto: non sono un fenomeno in cucina, me la cavo. A volte gli esperimenti sono decisamente fallimentari, ma stavolta ho infilato una serie fortunata.
Vediamo cosa farò con la prossima biocesta.
La neve che è venuta non ci ha isolati: abbiamo fatto un paio di mezze mattine senza corrente, ma venerdì sono stata a casa semplicemente perché avevo ore in più da godere.
Però il risultato è che da giovedì pomeriggio a ieri ho cucinato un sacco, sperimentando anche ingredienti nuovi e combinazioni inedite di sapori.
Per pura fortuna, tutti i piatti sono stati un successo.
Quindi vado a segnarmeli, non si sa mai che mi riesca di fare qualche volta una ricetta uguale all'altra.
(Lo so, non ci sono foto. Io gli impiattamenti fighi non li so e non li voglio fare. Forse sarebbe più emblematica l'immagine di tutte le mie pentole vuote)
Giovedì: VELLUTATA AGRODOLCE DI SEDANORAPA E MELE
Ingredienti:
1 sedanorapa e mezzo a cubetti
5-6 mele piccole a cubetti
1 cipolla o due a rondelle
1 carota a julienne
yogurt bianco non zuccherato
aceto bianco a piacere
salsa di soia a piacere
liquore o vino bianco per sfumare il soffritto (io ho usato un liquore al genepy)
salsa Worcestershire
Tabasco
peperoncino
noce moscata
erbe aromatiche a piacere (io ho usato l'origano, il resto era sepolto dalla neve)
olio extravergine d'oliva
Il processo di partenza è questo.
Io l'ho modificato così: in una casseruola (meglio che in una padella, ci vuole un po' di spessore), soffriggere cipolla e carota. Quando è il momento, sfumare con liquore o vino bianco.
Aggiungere il sedanorapa e la mela e far rosolare fino a quando i succhi non si asciugano.
A questo punto, coprire le verdure con abbondante acqua (anche tiepida, bollente se si ha più fretta) e lasciare a sobbollire finché il sedanorapa non sia morbido.
Quando il sedanorapa arriva alla consistenza desiderata, alzare il fuoco per far evaporare l'acqua in eccesso (non vogliamo una zuppa troppo brodosa).
Passare il tutto con un frullatore a immersione e travasare in una pentola.
Aggiungere salse, aceto e spezie fino a raggiungere un gusto agrodolce.
Per finire, a fuoco spento, aggiungere yogurt bianco a piacere.
Servire con pane tostato.
Venerdì: ROVESCIATA DI MELE AL CARAMELLO
Ingredienti:
4-5 mele medie
200 g farina di frumento (il tipo lo decidete voi)
150 g di miele liquido
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
vaniglia in polvere a piacere
cannella e zenzero in polvere a piacere
30 g olio (facoltativo)
latte o yogurt per eventualmente ammorbidire il composto in modo da renderlo semiliquido
4 cucchiai di zucchero
Accendete il forno a 180°.
Tagliate a cubotti le mele.
Foderate con la cartaforno una teglia da crostata, di quelle alte circa 3-4 cm (possibilmente con bordo liscio, non ondulato).
In un pentolino d'acciaio, fate caramellare i 4 cucchiai di zucchero con altrettanti cucchiai di acqua. Appena lo sciroppo si colore, versate nel fondo della teglia e distribuite meglio che potete.
Per raccogliere tutto il caramello, versate qualche mela nel pentolino e usatela per fare una sorta di scarpetta del caramello rimasto. Versate queste mele e quelle che restano nel fondo della teglia e mettete in forno, il più in basso possibile.
Amalgamate il resto degli ingredienti, contando di metterci circa 10 minuti. Quando il composto è pronto, tirate fuori dal forno la teglia, versateci sopra il composto e rimettete in forno.
In mezz'ora circa, la torta sarà pronta. State attentissimi a tirarla fuori quando comincia a profumare di pane cotto, fidatevi del vostro naso.
Lasciate intiepidire e rovesciate su un piatto da torta. Fate riposare fino al completo raffreddamento. Togliete delicatamente la cartaforno e servite, magari con un po' di gelato.
La stessa torta è venuta benissimo anche con le pere, di domenica. Forse, dal momento che le pere rilasciano più succo, sarebbe bene fare il caramello con meno acqua o lasciarlo rapprendere un filino di più.
Sabato: MAIALE IN SALSA KORMA UN PO' TANDOORI
Ingredienti:
1 kg di carne di maiale (io ho disossato e tagliato a quadrotti le costate e le braciole avanzate dalla grigliata)
1 lattina di latte di cocco
yogurt bianco non zuccherato a piacere
spezie tandoori
1-2 cipolle grosse a rondelle
1 carota a julienne
salsa di soia, salsa Worcestershire, tabasco
aceto bianco
olio extravergine d'oliva
Mescolare un paio di tazze di yogurt con 2-3 cucchiaini di spezie tandoori. Aggiungere il maiale e lasciar marinare nel frigo.
Dopo circa mezza giornata, soffriggere le cipolle e la carota con qualche cucchiaino d'olio e, quando cominciano a sudare, buttarci dentro la carne con tutta la sua marinatura.
Rosolare per un po'. Quando il tutto comincia ad asciugarsi, aggiungere la lattina di latte di cocco e amalgamare.
Aggiustare di gusto con le salse e l'aceto, per ottenere un sapore agrodolce.
Abbassare il fuoco al minimo e lasciar cuocere per 3-4 ore, assicurandosi che il composto sia sempre umido (e magari evitando di andarsene a trovare amici per un paio d'ore, dimenticandosi il maiale sul fuoco).
Anche se non è un piatto tipico indiano, la polenta è magnifica con questo maiale: i miei suoceri l'hanno adorato.
Domenica: ZUPPA DEGLI AVANZI
Ingredienti:
avanzo di vellutata di sedanorapa e mele
avanzo di maiale in salsa korma
eventualmente, un po' di acqua o brodo per allungare
Aggiungete il maiale alla vellutata, eventualmente allungate con un po' di acqua o brodo vegetale e lasciate ribollire per qualche minuto.
Una delizia senza pari.
Lunedì: CAVOLFIORE STUFATO
Ingredienti:
olive taggiasche sott'olio (per comodità le ho usate denocciolate, ma vedete voi: col nocciolo sono più buone)
capperi sotto sale dissalati
1 cipolla a rondelle
1 carota a julienne
5-6 pomodori secchi a listelli
1 bottiglia di passata di pomodoro
spezie mediterranee a piacere (io ho usato l'origano)
sale aromatizzato alle erbe provenzali
un pizzico di aglio in polvere
un cucchiaino di paprika dolce affumicata
peperoncino a piacere
pepe a piacere
aceto di vino bianco
un bicchiere di vino rosso o bianco per sfumare
1 cavolfiore
1 noce di burro per mantecare alla fine
1 cucchiaino di miele d'acacia o millefiori
Anche in questo caso, ho rubato l'idea di partenza da qui.
Pulire il cavolfiore, tagliarlo in due e accertarsi che le due metà entrino in una casseruola dai bordi alti. La casseruola deve anche poter essere coperta senza che il coperchio tocchi il cavolfiore.
Preparare il soffritto con le olive, i pomodori secchi, la cipolla, la carota e i capperi. Non aggiungere olio, ce n'è abbastanza nelle olive. Sfumare con il vino e aggiungere le spezie.
Quando le verdure sono rosolate, aggiungere la passata. Regolare di sale e aggiungere un cucchiaino di miele. Portare a bollore.
Immergere il cavolfiore e, usando un mestolino, irrorare di sugo la parte che emerge.
Lasciar cuocere a fuoco bassissimo per circa un'ora.
A fine cottura, spezzettare il cavolfiore con il cucchiaio di legno e mescolare. Aggiungere una spruzzata di aceto e mantecare con una noce di burro.
Servire con patate al forno o puré.
Ripeto: non sono un fenomeno in cucina, me la cavo. A volte gli esperimenti sono decisamente fallimentari, ma stavolta ho infilato una serie fortunata.
Vediamo cosa farò con la prossima biocesta.
giovedì 5 febbraio 2015
Noodles in agrodolce
Dopo apposita (ma parca) spedizione al Lidl, ho deciso di spolverare il wok e fare qualcosa di asiatico (rigorosamente non filologico).
Avendo a disposizione un po' di verdure varie, ho improvvisato dei noodles da leccare la pentola (ci siamo trattenuti solo per amore della Daisy).
Ecco la ricetta.
INGREDIENTI
4-5 porri a rondelle sottili
3 carote a julienne
mezzo sedanorapa a lamelle sottili
una mela a lamelle
5-6 datteri freschi
1 lattina di latte di cocco
salsa di soia
aceto
olio (io ho usato l'olio extravergine di oliva)
salsa Worcestershire
tabasco
peperoncino
pepe
una confezione di noodles da 250 g
Soffriggere nel wok le verdure e la frutta nell'olio. Sfumare con salsa di soia a piacere e rosolare ancora un po'. Quando il composto si secca, aggiungere l'intera lattina di latte di cocco e una spruzzata di aceto. Continuare a cuocere a fuoco medio.
A fine cottura, regolare di sapore, aggiungendo anche le salse e le spezie a piacere.
Cuocere i noodles seguendo le istruzioni indicate sulla confezione. Dopo averli scolati, farli saltare nel wok con il sugo per qualche minuto.
Noi abbiamo usato noodles di frumento, ma penso che questa ricetta sia ottima anche con quelli di soia o di riso.
Avendo a disposizione un po' di verdure varie, ho improvvisato dei noodles da leccare la pentola (ci siamo trattenuti solo per amore della Daisy).
Ecco la ricetta.
INGREDIENTI
4-5 porri a rondelle sottili
3 carote a julienne
mezzo sedanorapa a lamelle sottili
una mela a lamelle
5-6 datteri freschi
1 lattina di latte di cocco
salsa di soia
aceto
olio (io ho usato l'olio extravergine di oliva)
salsa Worcestershire
tabasco
peperoncino
pepe
una confezione di noodles da 250 g
Soffriggere nel wok le verdure e la frutta nell'olio. Sfumare con salsa di soia a piacere e rosolare ancora un po'. Quando il composto si secca, aggiungere l'intera lattina di latte di cocco e una spruzzata di aceto. Continuare a cuocere a fuoco medio.
A fine cottura, regolare di sapore, aggiungendo anche le salse e le spezie a piacere.
Cuocere i noodles seguendo le istruzioni indicate sulla confezione. Dopo averli scolati, farli saltare nel wok con il sugo per qualche minuto.
Noi abbiamo usato noodles di frumento, ma penso che questa ricetta sia ottima anche con quelli di soia o di riso.
domenica 21 dicembre 2014
Il tè con le amiche
Come sicuramente già saprete, il tè accompagna ogni momento della mia giornata.
Ho tantissime tazze, tra cui non saprei scegliere la mia preferita. Sono tutte mug o simili, molto capienti, per tenermi compagnia mentre lavoro o leggo o faccio la maglia.
Eppure, qualche mese fa, sono stata affascinata da un inutile e bellissimo servizio da tè di porcellana bavarese, visto e rivisto in un mercatino dell'usato di Torino.
E me ne sono talmente innamorata che i miei suoceri hanno pensato di regalarmelo.
Lo uso per il tè con le amiche.
Detto così, ricorda la classica immagine delle bambine che prendono il tè con le proprie bambole.
Beh, bambole a parte, il concetto è proprio quello: prendiamoci un tè con tutti i sacri crismi, come se fossimo signore importanti che si incontrano con le amiche. E quindi via di teiera, tazze col piattino, zuccheriera, persino lattiera.
E torta, quella che vi ho mostrato ieri.
Ci siamo fatte gli auguri e scambiate un paio di pensieri, che dimostrano quanto ci conosciamo bene anche nelle piccole cose.
E, dal momento che il solstizio era imminente (è oggi), abbiamo fatto una piccola divinazione, una lettura di carte del 2015. Con gli stupendi tarocchi di Euforilla, che ne ha parlato qui.
Peccato che il tempo non abbia collaborato, e che ieri il sole non sia riuscito a bucare la nebbia.
Ma poco male: la nostra stufa ha lavorato a pieno regime, con grande soddisfazione dei gatti di casa.
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sabato 20 dicembre 2014
Primo giorno di vacanza
Ieri per me è stato il primo giorno di vacanza di Natale.
In realtà, sono stata a casa per assistere Daisy nella convalescenza post-operatoria: l'abbiamo sterilizzata giovedì e pensavo che, anche se l'operazione è stata fatta in laparoscopia, potesse avere bisogno di me.
Per fortuna la ragazza sta benissimo, quasi come se nulla fosse successo.
Quando i bambini sono tornati da scuola, abbiamo deciso di dare una pulita alla casa e fare una torta per le mie amiche che vengono oggi.
La ricetta l'ho presa dalla mia amica Euforilla, che oggi ne assaggerà il risultato.
Con gli avanzi di pasta, abbiamo fatto dei biscotti alla cannella che non ho fatto in tempo a fotografare, perché sono spariti subito.
Ma la torta è al sicuro da gatti, cani e umani, e oggi la mangeremo con il tè.
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giovedì 13 novembre 2014
La torta esperimento
Qualche tempo fa, una collega mi ha dato un'indicazione per cui la ringrazierò in eterno: la ricetta del melaccio.
La stessa collega mi diceva che secondo lei era da provare anche la torta cioccopere, cosa su cui in effetti concordo.
Però ieri mi sono trovata a voler fare una torta per accompagnare il tè: un'amica sarebbe venuta a casa mia, sfidando acqua e fango, e meritava un po' di conforto.
Contavo di farle assaggiare un tè al bicerin, specialità di una meravigliosa erboristeria torinese. E avevo in casa un bel po' di pere. Purtroppo, non avevo né cioccolato da fondere, né cacao. Né uova, a dire il vero, ma ultimamente ho imparato a farne a meno usando l'agar agar come addensante.
Mi è venuto in mano un vecchissimo preparato per budino fondente, della Lindt. E ho deciso di osare, prendendo la base del melaccio e trasformandola completamente.
La fortuna aiuta gli audaci.
Ingredienti:
una busta di preparato per budino al cioccolato fondente
200 g yogurt
200 g farina integrale
100 g miele (ma anche un po' meno, non guasta)
1 bustina di lievito per dolci
cannella e zenzero in polvere a piacere
pere a volontà
Tagliare le pere senza sbucciarle, togliendo picciuolo e torsolo. Amalgamare gli altri ingredienti.
Quando il composto è uniforme, aggiungere metà delle pere. Disporre le altre sul fondo di una teglia foderata di cartaforno.
Versare il composto dentro la teglia, livellare e mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 40-45 minuti.
Una volta sfornata, far raffreddare nella teglia.
Quando la torta sarà tiepida, rovesciarla su un piatto, togliere la cartaforno e rovesciarla di nuovo nel piatto da portata.
Tenere in frigo fino al momento di servirla.
giovedì 23 ottobre 2014
Di foglie e di vento
Ora dirò una cosa molto impopolare: nonostante io odi il freddo, soprattutto se ventoso, e nonostante io stia passando i miei giorni in ufficio a pregare perché un montone vivo mi cada sulle spalle e ci resti, a me questo tempo piace.
Perché il cielo è terso, si vedono le Alpi e gli Appennini.
Perché mi piace il rumore che fanno le foglie secche quando ci cammino sopra.
Perché stasera tornerò a casa e saranno accesi la stufa e il camino.
Perché bevo litri di tè bollente.
Perché lavorare a maglia sembra più "giusto" che in altre stagioni e climi.
Perché i gatti diventano coccolosi e ti si spalmano addosso per ore, scaldandoti.
Perché oggi ho potuto indossare per la prima volta un cappello che avevo completato sul finire dell'anno scorso, e che tiene caldo con la massima morbidezza.
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martedì 21 ottobre 2014
Spostare le piramidi
OK, lo ammetto: la grigliata è stata tutta una montatura.
Non ce ne fregava niente di darvi da mangiare: volevamo solo avere in giardino abbastanza braccia da spostare la piramide del polacco.
(Doverosa premessa: il polacco si era costruito questa piramide, debitamente rivestita di zanzariera, per ricaricarcisi. Dal momento che per me è solo un bell'arrampicatoio per rose, ho pensato che sarebbe stata meglio nel roseto appunto. Il posto lasciato dalla piramide sarà a tempo debito occupato da una piccola roulotte scrausa. Fine della premessa.)
Alcuni di voi erano avvisati, altri sono stati presi con l'inganno. Fatto sta che lo scopo è stato raggiunto, e ora una decina di voi può fregiarsi di aver spostato una piramide.
Per chi ama le statistiche, abbiamo dato da mangiare a 31 adulti e 7 bambini, senza contare i cani. Non so quanti chili di carne e verdure siano stati grigliati, ma abbiamo avanzato quasi tutto ciò che noi avevamo comprato apposta, perché la vostra generosità è stata incontenibile: avete portato carne, pane, dolci, stuzzichini, vino, birra, bibite, persino un bellissimo fiore (quello però non l'abbiamo grigliato).
Ma soprattutto avete portato voi stessi: tutti diversi ma fantastici, e vi siete amalgamati ancora meglio, avete fatto amicizia e vi siete divertiti.
Mi sono divertita anch'io, sono stata bene e, siccome abbiamo avanzato chili di roba, sto già programmando di ripetere l'esperienza.
Come la vedete la grigliata di Halloween?
martedì 27 maggio 2014
Consoliamoci
Veniamo da un gran bel weekend, in cui abbiamo fatto tutto ciò che ci piace fare.
Siamo stati tanto all'aperto, siamo andati per mercatini, abbiamo visto amici, abbiamo mangiato bene.
Non abbiamo dormito quanto avremmo voluto, anche perché ci svegliamo presto nonostante le ore piccole fatte di sabato. Però ne è valsa la pena: era un po' che non ci si trovava a chiacchierare e suonare, in un bel posto poi.
Domenica invece è stata all'insegna del relax, compiti di Amelia a parte (di cui però si è voluto occupare Luca, mentre io stavo con Ettore).
Abbiamo provato la tenda che ci porteremo in Grecia, soprattutto per capire se è complicata da chiudere. Ed Ettore ha finalmente imparato ad andare in bici senza rotelle (dobbiamo ancora lavorare sul fatto che la bici lo "porta nelle piante spinose" ai bordi del vialetto).
Non ho foto né video, perché in quel momento ero impegnata a chiudere il mio Caviar Dress ed ero terrorizzata all'idea di perdere qualche punto.
Però abbiamo festeggiato con una pizza, secondo me vale anche di più.
Oggi siamo a casa perché Ettore ha mal d'orecchi, e c'è brutto ed umido. Consoliamoci col ricordo del weekend, dai.
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lunedì 28 aprile 2014
Recuperiamo gli arretrati
Non rivanghiamo il passato: quel che è stato è stato e Luca non lo farà più. Anche perché è piuttosto difficile incasinare un computer Linux.
Ammetto che non aspettavo altro che un'occasione per saltare sul carro. Al punto che, ieri che pioveva, ho riformattato e installato Lubuntu anche sul computer Asus che ormai davo per perso. E funziona!
Funziona molto bene anche il programma di editing delle immagini, Gimp. Devo solo farne capire la logica a Luca, che non ha mai smanettato con Photoshop e quindi non capisce la logica dei livelli.
Ecco quindi l'intera collezione di immagini delle nostre uscite di aprile.
Per esempio, l'oasi di Sant'Alessio.
La passeggiata a Nervi, nel giorno di Pasqua.
Un paio di immagini di Levanto.
Varzi, che credevo di conoscere e che invece è stata una piacevole scoperta.
Altamente consigliato il Caffè Del Centro, dove abbiamo mangiato benissimo e fatto due chiacchiere piacevolissime.
Sfidando i tuoni, abbiamo fatto una passeggiata alle grotte di San Ponzo.
Purtroppo non ho fatto foto alla sala da tè di Casteggio, dove abbiamo finito il sabato pomeriggio. Però mi sono portata a casa un tè che sa di noci ed acero, la mia nuova droga.
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