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martedì 24 febbraio 2015

La stagione della potatura


Ebbene sì, abbiamo deciso di accogliere in casa Castigo. Il che ha inderogabilmente comportato la sua castrazione: il ragazzo è tanto bello e tanto simpatico, ma la sua pipì (che sparge generosamente) non è certo acqua di rose. E perdipiù io sono allergica ai gatti interi, proprio mi viene l'asma.
In attesa che gli ormoni svaniscano (ci vorranno 10-15 giorni), Castigo si gode la convalescenza tra il divano e la ciotola dei crocchini.
Il primo che dice "poverino" lo fulmino!

domenica 21 dicembre 2014

Il tè con le amiche


Come sicuramente già saprete, il tè accompagna ogni momento della mia giornata.
Ho tantissime tazze, tra cui non saprei scegliere la mia preferita. Sono tutte mug o simili, molto capienti, per tenermi compagnia mentre lavoro o leggo o faccio la maglia.
Eppure, qualche mese fa, sono stata affascinata da un inutile e bellissimo servizio da tè di porcellana bavarese, visto e rivisto in un mercatino dell'usato di Torino.
E me ne sono talmente innamorata che i miei suoceri hanno pensato di regalarmelo.
Lo uso per il tè con le amiche.
Detto così, ricorda la classica immagine delle bambine che prendono il tè con le proprie bambole.
Beh, bambole a parte, il concetto è proprio quello: prendiamoci un tè con tutti i sacri crismi, come se fossimo signore importanti che si incontrano con le amiche. E quindi via di teiera, tazze col piattino, zuccheriera, persino lattiera.
E torta, quella che vi ho mostrato ieri.
Ci siamo fatte gli auguri e scambiate un paio di pensieri, che dimostrano quanto ci conosciamo bene anche nelle piccole cose.
E, dal momento che il solstizio era imminente (è oggi), abbiamo fatto una piccola divinazione, una lettura di carte del 2015. Con gli stupendi tarocchi di Euforilla, che ne ha parlato qui.



Peccato che il tempo non abbia collaborato, e che ieri il sole non sia riuscito a bucare la nebbia.
Ma poco male: la nostra stufa ha lavorato a pieno regime, con grande soddisfazione dei gatti di casa.


martedì 11 novembre 2014

Legna vs pellet


Quando siamo entrati nella casa del polacco, ci è stato subito chiaro che non avremmo potuto gestire il riscaldamento come nella casa vecchia: il metano non arriva fin qui, l'unica possibilità è farsi mettere una bombola di GPL.
Prontamente l'abbiamo fatto, e il padrone di casa ha pagato sia la caldaia sia l'impianto dei termosifoni (il polacco, da vero polacco, si scaldava solo con una stufa a legna).
Ma scaldare a GPL costerebbe una follia: quando l'abbiamo fatto, per prova, in un weekend ci sono partiti 50 euro.
Allora abbiamo cercato una soluzione alternativa. Ci era chiaro che dovevamo prendere un impianto che riscaldasse l'acqua nei termosifoni, ma non avevamo capito bene se ci convenisse pensarlo a legna o a pellet.
Alla fine, abbiamo optato per una caldaia a pellet, ma, grazie al fatto che la casa del polacco dispone di ben 3 canne fumarie, nella mezza stagione possiamo scaldarci anche col camino e con la nostra nuova stufa parigina.


La legna ha diversi pro:
- puoi usare la carta da buttare per accendere il fuoco, anziché dover aspettare 2 settimane per il ritiro
- puoi usare qualsiasi tipo di legna: l'albicocco malato di tuo nonno, le robinie che ci tocca periodicamente tagliare per non esserne soffocati, alberi caduti per il maltempo o per la vecchiaia
- ci puoi buttare anche i gusci di noce e arachidi, che tuo marito produce in quantità industriale
- il camino e la stufa vanno sempre, anche quando va via la luce
- un camino fa sempre calore e allegria
Ma i contro non sono da meno:
- la legna sporca
- il fuoco va continuamente alimentato (chiedetelo alle Vestali)
- a volte ci metti mezz'ora o più per accendere, se hai materiale umido o se non è giornata
- poco o tanto, la casa puzza di fumo
- se fuori piove e tu devi andare a prendere la legna, ti si bagna tutta
- se non hai un impianto di ventilazione, l'ambiente si scalda solo intorno al camino. Con la stufa, il raggio è più ampio e l'inerzia più lunga


Il pellet, dal canto suo, non è che abbia solo pro. In un primo tempo, avevo valutato più i contro:
- un sacco di pellet è una cosa molle che pesa 15 chili, stoccato in bancali da 70 sacchi l'uno circa. Questo significa che la maggior parte delle volte se ne fa carico Luca, perché per me già arrivare al sacco è un'impresa.
- per risparmiare davvero, devi comprare almeno 2 bancali di pellet per volta, che non occupano poco spazio
- non ci puoi buttare dentro gli scarti da bruciare, e questo significa che la tua brava carta te la devi tenere da parte e buttarla ogni 15 giorni, col rischio che ci piscino i gatti
- devi pulire la stufa tutti i giorni, e una volta alla settimana devi passarla con gli spazzolini
- devi smontare e pulire la stufa ogni mese
- se manca la corrente, la stufa non funziona
I pro, però, sono stati decisamente vincenti rispetto ai contro:
- un sacco di pellet dura circa 12 ore, quindi puoi permetterti di usare la stufa a pellet come useresti una caldaia a metano (salvo alcune differenze nell'uso del termostato)
- puoi regolare la stufa con un termostato
- il fuoco si accende in pochi minuti
- il pellet non sporca
- non c'è puzza di fumo, solo un gradevole aroma di legna
- la fiamma del pellet è alta e bellissima
- non so con le stufe ad aria, ma la mia caldaia consente un riscaldamento uniforme di tutto l'ambiente
- i gatti la adorano


giovedì 23 ottobre 2014

Di foglie e di vento



Ora dirò una cosa molto impopolare: nonostante io odi il freddo, soprattutto se ventoso, e nonostante io stia passando i miei giorni in ufficio a pregare perché un montone vivo mi cada sulle spalle e ci resti, a me questo tempo piace.
Perché il cielo è terso, si vedono le Alpi e gli Appennini.
Perché mi piace il rumore che fanno le foglie secche quando ci cammino sopra.
Perché stasera tornerò a casa e saranno accesi la stufa e il camino.
Perché bevo litri di tè bollente.
Perché lavorare a maglia sembra più "giusto" che in altre stagioni e climi.
Perché i gatti diventano coccolosi e ti si spalmano addosso per ore, scaldandoti.
Perché oggi ho potuto indossare per la prima volta un cappello che avevo completato sul finire dell'anno scorso, e che tiene caldo con la massima morbidezza.


martedì 2 settembre 2014

A chi mi chiede del cane


Daisy è nella nostra vita da poco più di due settimane. Com'era prevedibile, l'ha rivoluzionata.
Per fortuna non si è trattata di una rivoluzione sanguinaria, modello 1789.
Direi più una cosa tipo i diritti civili alle donne: finalmente anche a casa nostra i cani hanno un rappresentante. E di che stazza: dalle zampotte che si ritrova, i 50 chili li raggiungerà tutti, senza sconti.
Senza indulgere nella retorica (mi è stato detto che i cani sono angeli mandati a vegliare su di noi... il che spiegherebbe perfettamente l'avversione dei gatti nei loro confronti), avere un cane è un'esperienza straordinaria, di cui avevo dimenticato le cose più belle.
È anche un'esperienza che richiede solide basi di mediazione culturale, una grande diplomazia e riflessi pronti (tipo quando ti vedi passare davanti una certa ciabatta, che dovrebbe stare sotto la tua sdraio e non in bocca al cane).
Com'era prevedibile, le gatte l'hanno presa male. Ognuna a modo suo.
Quarta si sente lesa nella sua posizione di alfa, e cerca di imporsi con la violenza su questa creatura che non rispetta la sua autorità (e che è grossa 4-5 volte lei).
Rachel soffre orribilmente di gelosia, perché la sua umana Amelia ha un rapporto speciale con Daisy.
Quarto è terrorizzato, con sprazzi di coraggio. Più che altro gradirebbe non essere inseguito.
Castigo rimane piuttosto indifferente, finché Daisy non attenta alla sua ciotola. Allora si incazza e le soffia.
A sorpresa, la più serena è la Pinta: appurato che la sua umana (io) continua a coccolarla e a dormire con lei (anzi, sotto di lei), si limita a evitare che il cane si prenda troppe confidenze.
C'è chi mi predice un roseo futuro in cui cane e gatti dormiranno insieme. Io penso che le cose saranno un po' più complicate: il cane e il gatto giaceranno insieme, ma uno dei due non dormirà molto

lunedì 2 giugno 2014

Festeggiamo democraticamente


Lungi da me svilire la nostra repubblica, che è certamente meglio dell'essere rappresentati dai Savoia (gli stessi di Emanuele Filiberto, quello che canta, avete presente?).
Però questo weekend lungo è stato soprattutto un'occasione per stare insieme. A casa e a zonzo.




Col piacere di goderci il clima fantastico, senza il disturbo delle zanzare.
Ieri, poi, abbiamo deciso di farci un giretto dalle parti di Verdi, a vedere una manifestazione che si chiama Ortocolto.
Ci è molto piaciuta: non enorme, a misura d'uomo, ma in una cornice bellissima.





Ci ha permesso inoltre di scoprire l'incredibile fascino delle cittadine parmigiane, come Busseto e Cortemaggiore, tutt'altro che vuote in questi giorni di festa.






Abbiamo conosciuto iniziative interessanti e assistito al delizioso spettacolo di Valda, a cui devo una foto.




Oggi invece ci siamo riposati e coccolati a vicenda, tra maglia, cibo e buone compagnie.



Domani si ricomincia, a malincuore ma con tante cose belle da ricordare.

venerdì 18 aprile 2014

Gli ultimi giorni di sole


Secondo anche il più ottimista dei servizi meteo, sta per arrivare la pioggia. E in effetti oggi non è che ci sia un sole splendido, anzi.
Non sto a ripetere le parolacce che la mia collega ed io abbiamo proferito, collegandoci tutte le mattine al sito del meteo (nella vana speranza di vedere un cambiamento).
Mi consolo pensando che le piante saranno contente di un po' di acqua (come se non ne avessero avuta abbastanza durante l'inverno).


Pazienza: staremo accanto al camino acceso, a lavorare a maglia, giocare a Labirinto, leggere e coccolarci.
Abbiamo un disperato bisogno di coccole, dopo la morte della Bianca. Io arrivo al punto di essere contenta che la Pinta mi dorma sulla schiena, come se non mi bastasse la vicinanza di Luca.
I bambini sembrano averla dimenticata, ma ogni tanto li ascolto parlare tra di loro e so che non è così.




mercoledì 9 aprile 2014

La matriarca


Quando ho scritto il post precedente, forse un po' me lo sentivo. O forse no, perché è normale che i gatti non si ripresentino subito all'appello quando torniamo, soprattutto se c'è stato bel tempo.
E invece il ritardo della Bianca non era normale: lunedì pomeriggio l'abbiamo trovata in pessime condizioni e questa mattina è morta, nonostante tutte le cure delle mie meravigliose veterinarie.
L'unica consolazione è che sia morta tra le mie braccia, e che Luca e i bambini l'abbiano salutata e accarezzata per un'ultima volta.
Lei è stata la mia matriarca, colei che ha aperto le porte a tutti gli altri: l'orribile Orsino, Bigia la scervellata e gli attuali inquilini di casa mia.
È sempre stata quella dolce e calma, quella a cui si poteva fare di tutto. I bambini non hanno mai giocato con lei, la consideravano una specie di mamma gentile e soffice. Io le ho aperto le porte di casa, ma il suo vero amore era Luca: si appartenevano, spesso lui se la ritrovava in braccio senza neanche sapere come.
Perdeva un mare di pelo cotonoso e faceva sempre le fusa. Se le passavi vicino, eri quasi certo che si sarebbe strusciata su di te, a costo di perdere l'equilibrio e cadere. Non miagolava: emetteva una serie di squittii e cigolii. Quando andavamo a fare le nostre passeggiate nel bosco, ci seguiva protestando a gran voce. Non era una gran cacciatrice, aveva il sedere troppo pesante.
Il trasloco a casa del polacco l'aveva un po' destabilizzata, ma tutto è andato a posto quando abbiamo acceso la stufa: è stato subito amore folle e dissennato.
Ultimamente, siccome non usavamo più la stufa, si era fissata di dover dormire sul cuscino di Ettore.
Abbiamo passato insieme quasi 10 anni: era arrivata a casa nostra il giorno di Natale del 2004, insieme alla neve. Se ne va in un giorno di sole bellissimo come lei.



lunedì 17 marzo 2014

Normalità


Ci sono periodi strani, in cui ciò che dovrebbe essere straordinario (una gita al mare, per esempio) non ti colpisce così tanto come la vita di tutti i giorni.
Sì, sabato siamo andati a Chiavari. Forse il cielo un po' velato, forse il fatto che ero partita con il mal di testa, forse il fine ciclo. Non sono stata male, tutt'altro: mi sentivo felice e fortunata, ma in modo oserei dire normale (se esistesse la normalità in questo genere di cose).


Ieri invece è stata una banale domenica come tante: sveglia, colazione, lavatrice, compiti. Le solite cose di tutti i giorni, nella solita casa di tutti i giorni.



Eppure il mio ricordo è come se fosse più luminoso: i miei bambini che giocano, Luca che lavora nell'orto, i gatti che si godono il sole e la nostra presenza, il nuovo scialle che ho sui ferri.


 Mi fa persino tenerezza pensare ad Amelia che non voleva perdersi un solo secondo di Junior Masterchef.
E oggi non vedo l'ora di tornare a casa.

venerdì 14 febbraio 2014

Ma come fanno in Inghilterra?


Disclaimer: lo so che questo titolo si basa su un luogo comune non del tutto vero, ma ho bisogno di sapere che esistono posti dove piove tutto il giorno tutti i giorni senza che la gente si suicidi.
Oggi pare sia l'ultimo giorno di asciutto. L'ultimo di tre, non sia mai che quest'anno facciamo più di una settimana senza pioggia.
Per fortuna non è stato solo asciutto, ma anche soleggiato. Tanto da poter stare fuori tutto il pomeriggio, a giocare, a guardarsi intorno e a fare la maglia. Adulti e bambini e gatti e conigli.






E anche la natura non ha perso l'occasione: pronte fioriture precoci e insetti in festa.



Peccato che domani ricominci a piovere.

venerdì 24 gennaio 2014

Sole!


Dopo giorni in cui un po' si faceva vedere e un po' no, oggi c'è il sole. C'è anche vento, e fa freddino, ma che meraviglia rispetto ai giorni scorsi, di buio e umidità.
Viene voglia di fare più cose, anche in casa, anche se stiamo per passare il weekend a Trento e Bolzano.


Viene voglia di indossare colori accesi e togliersi di dosso il grigiore delle ultime settimane.


Nel frattempo, ogni giorno le giornate si allungano e qualche pianta timidamente suggerisce che la primavera è sempre più vicina.


I miei bambini giocano fuori, anche se il fango è ben lungi dall'essersi asciugato. In realtà Amelia dovrebbe fare i compiti, ma come faccio a rinchiuderla con questo sole, dopo settimane di pioggia? Li faremo lunedì, se tornerà il brutto tempo.