OK, mi è passata. La tentazione di buttare giù alberi a testate, intendo. Rabbia e delusione no. Ma mi passerà, oppure convincerò mio marito a cambiare continente e probabilmente emisfero.
Nonostante le condizioni in cui versa la cosa pubblica, il mio privato trabocca di cose belle:
- Luca che mi chiama a casa per sapere come sto
- Ettore che, pur bloccato sul water dal cagotto, fa di necessità virtù imparando a scegliere i video su YouTube
- finire il corpino del mio primo maglione
- finire il terzo libro di Sholeh Zard, che si intitolerà Nidhal, e vedere il dispiacere sulla faccia di mio marito, "è già finito?"
- Wall-E
- la Tribal and Bellydance Academy, che spettacolo!
- seguire i consigli delle amiche e farsi un giro al Centro della Lana (la recensione è negativa, ma la mia esperienza è completamente diversa: sono stata seguita con disponibilità e gentilezza)
- una cena meravigliosa, che è valsa mille volte la pena del sonno arretrato, con 3 donne fantastiche
- la mia famiglia, ché saremo anche dei cialtroni ma ci vogliamo un sacco di bene
- scoprire di aver spacciato quello che potrebbe tranquillamente passare per un Bengal cat (ed è il fratello della Rachel, che invece ha dentro sicuramente il norvegese)
- fare un regalo ad Amelia, dando un passaggio fin in teatro a Illan Riviere
- rivedere la mia adorata Francesca Gigante, farmi raccontare i successi recenti e complottare per il futuro
- tricottare vedendo la luce in fondo al tunnel
- scoprire che il mio inglese non è poi così arrugginito, anche quando esco dalle solite informazioni sui corsi di laurea
- il sole, dopo tanto grigio
- riuscire a passare in biblioteca, ritirare un sacco di libri e progettare un'uscita al cinema
- rimediare a una cazzata in modo creativo
- trovare in biblioteca due DVD di Peppa Pig, così i figli si staccano da YouTube
- progettare un incontro con una persona molto interessante
- lasciarmi arruolare da mia madre in un giro al mare
- il papa con la maschera di ferro
- i giaguari smacchiati male
- sparare cazzate su FB con le amiche, è più consolante del cioccolato
martedì 26 febbraio 2013
Febbraio andiamo, è tempo di migrare
Eccerto che non c'è la Musa's Box: persino dopo il weekend meraviglioso che ho passato, non sono granché dell'umore per elencare cose belle. Soprattutto, non capisco: non mi sembra di essere una brutta persona, ho una famiglia stupenda, conosco tante e tante persone incredibili, molte di più degli stronzi, e vivo in un Paese di merda. In cui la massima incarnazione del rinnovamento politico è un vecchio comico spompato, perdipiù antipatico come un'emorroide.
Se sono stati votati, ce li meritiamo.
Dicono che alla prossima andrà meglio. Che si imparerà da questa batosta, in cui ci si è fatti battere da un morto vivente e da una formazione neonata. Io non vorrei più essere qui, la prossima volta.
Dove, non so. Probabilmente non riuscirò a convincere mio marito, e resterò infognata qui finché la merda non tracimerà. Ma non aveva già tracimato?
PS: con tutto il fatto che non sono sicura di aver votato il meglio, ma abbastanza fiduciosa di aver votato il meno peggio. E no, non penso che B. sia il male: penso solo che, rivotandolo, abbiamo completamente perso tutto il credito recuperato all'estero, e ora son cazzi nostri.
Se sono stati votati, ce li meritiamo.
Dicono che alla prossima andrà meglio. Che si imparerà da questa batosta, in cui ci si è fatti battere da un morto vivente e da una formazione neonata. Io non vorrei più essere qui, la prossima volta.
Dove, non so. Probabilmente non riuscirò a convincere mio marito, e resterò infognata qui finché la merda non tracimerà. Ma non aveva già tracimato?
PS: con tutto il fatto che non sono sicura di aver votato il meglio, ma abbastanza fiduciosa di aver votato il meno peggio. E no, non penso che B. sia il male: penso solo che, rivotandolo, abbiamo completamente perso tutto il credito recuperato all'estero, e ora son cazzi nostri.
lunedì 18 febbraio 2013
Musa's Box del Carnevale Ambrosiano
- dopo giornate splendide, la neve. Tanta. Echisse per il lavoro, l'università non crollerà per due giorni di assenza.
- cominciare una manica, e contare
- Ravelry, con tutte le sue tentazioni
- aprire un blog che vuole essere il mio taccuino di maglia online, dal momento che uno cartaceo lo perderei subito
- riprendere una vecchia abitudine, in modo più personale e produttivo di qualche mese fa
- il radicchio marinato, o anche solo cotto in acqua e aceto con bacche di ginepro
- la mia famiglia, che mi consola di ogni cosa succeda sul lavoro
- vedere un signore anziano contento come un bambino, grazie al mio lavoro
- il sole dopo la neve
- la tisana rilassante di Isabella, anche come decotto
- Bianca che fa le fusa e la pasta come un gattino
- finire un bel libro e avere voglia di leggere il seguito
- fare due chiacchiere con un'amica mentre i figli sono a ginnastica
- leggere Dampyr a letto, dopo una lunga giornata
- riuscire ad andare finalmente in biblioteca (e dimenticarsi i ricordini per Grazia, fail!)
- comprare in saldissimo due paia di birkenstock e un paio di scarponcini carini e comodi
- farsi tentare dai mille colori della lana
- cenare in coppia al giapponese, con tutto quello che ne consegue
- imparare a gestire due filati di colori e pesi diversi
- farsi disegnare una piantina approssimativa della casa del polacco, e cominciare a fare progetti, e smaniare per poter misurare bene gli ambienti (il mio regno per un metro!)
- scrivere, quando ho la giusta pace mentale, e divertircisi per una mattina intera
- il risotto col radicchio e il gorgonzola
- Amelia agitata e contenta alla sua prima gara
- conoscere Mammamsterdam, e trovarla simpatica, arguta e generosa come traspare dal suo blog
- un'intera giornata passata a oziare con i miei bambini
- contare i giorni che mi separano dalla fine di febbraio
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martedì 12 febbraio 2013
Aria di cambiamenti
Ieri, con i bambini, abbiamo ripreso una pratica che avevamo abbandonato più o meno dal mio incidente stradale: il rituale pagano con cui invochiamo e ringraziamo gli elementi e facciamo una piccola visualizzazione guidata.
L'abbiamo reso un po' diverso, più vicino al nostro sentire e alle loro capacità di concentrazione. Non scendo nei dettagli, ma il mio scopo non è rendere pagani i miei figli: non lo sono neppure io. Il mio scopo è dar loro un momento di riflessione spirituale che possa avere anche lo stesso appeal estetico dei rituali religiosi: le candele, l'incenso, gli oggetti simbolici, il buio e il raccoglimento.
In questo, mi sono stati di grande aiuto i tarocchi regalatimi da Isabella, che hanno svolto un po' la funzione di story cubes: ognuno di noi ne ha tirato fuori uno dal mazzo ed io ho inventato lì per lì una visualizzazione che tutti hanno seguito. Perché io? Perché è il mio talento, è la cosa che mi viene meglio.
Ieri il mio elemento era l'aria. Anche in questo, non mi interessa l'aspetto mistico/esoterico: usiamo il momento delle invocazioni per ricordare l'apporto di ogni elemento nelle nostre vite.
Di solito l'aria non è il mio elemento preferito: la trovo indispensabile ma incostante, destabilizzante. Invece ieri, complici anche alcuni discorsi fatti con Luca, mi sono soffermata a lungo sulle sue qualità. Soprattutto sul vento che porta il cambiamento.
Forse perché si respira questo clima sul lavoro. Ancora di più perché la lettera di dimissioni che aspettavamo è arrivata e tra poco si dovrebbe liberare la casa del polacco, che puntiamo da anni.
E quindi ci aspettano decisioni, attese, lavori, traslochi. Se non salta fuori qualche brutta novità, lasceremo una casa calda e piena di noi, dove siamo stati molto felici ma anche un po' tristi per più di 9 anni, e andremo in una casa difficile da riscaldare, isolata e tutta sulle nostre spalle.
La scelta è nostra, non ci obbliga nessuno. Se decideremo di andarci, sarà perché il posto è incantevole, perché ci sarà un giardino tutto nostro, perché ci sarà spazio in più, perché i benefici supereranno le difficoltà.
Però ora ho un po' paura. I cambiamenti ne fanno sempre.
L'abbiamo reso un po' diverso, più vicino al nostro sentire e alle loro capacità di concentrazione. Non scendo nei dettagli, ma il mio scopo non è rendere pagani i miei figli: non lo sono neppure io. Il mio scopo è dar loro un momento di riflessione spirituale che possa avere anche lo stesso appeal estetico dei rituali religiosi: le candele, l'incenso, gli oggetti simbolici, il buio e il raccoglimento.
In questo, mi sono stati di grande aiuto i tarocchi regalatimi da Isabella, che hanno svolto un po' la funzione di story cubes: ognuno di noi ne ha tirato fuori uno dal mazzo ed io ho inventato lì per lì una visualizzazione che tutti hanno seguito. Perché io? Perché è il mio talento, è la cosa che mi viene meglio.
Ieri il mio elemento era l'aria. Anche in questo, non mi interessa l'aspetto mistico/esoterico: usiamo il momento delle invocazioni per ricordare l'apporto di ogni elemento nelle nostre vite.
Di solito l'aria non è il mio elemento preferito: la trovo indispensabile ma incostante, destabilizzante. Invece ieri, complici anche alcuni discorsi fatti con Luca, mi sono soffermata a lungo sulle sue qualità. Soprattutto sul vento che porta il cambiamento.
Forse perché si respira questo clima sul lavoro. Ancora di più perché la lettera di dimissioni che aspettavamo è arrivata e tra poco si dovrebbe liberare la casa del polacco, che puntiamo da anni.
E quindi ci aspettano decisioni, attese, lavori, traslochi. Se non salta fuori qualche brutta novità, lasceremo una casa calda e piena di noi, dove siamo stati molto felici ma anche un po' tristi per più di 9 anni, e andremo in una casa difficile da riscaldare, isolata e tutta sulle nostre spalle.
La scelta è nostra, non ci obbliga nessuno. Se decideremo di andarci, sarà perché il posto è incantevole, perché ci sarà un giardino tutto nostro, perché ci sarà spazio in più, perché i benefici supereranno le difficoltà.
Però ora ho un po' paura. I cambiamenti ne fanno sempre.
lunedì 11 febbraio 2013
Musa's Box di Carnevale
- pizza e torta per il compleanno di Ettore
- Ettore entusiasta dei suoi regali, in particolare degli Story Cubes azzurri
- il post-trasferta: caricare video, mandare mail, raccontare a chi non c'era
- il sole anche da noi, non solo a Roma
- organizzare nuove trasferte
- un esperimento di tintura ben riuscito, che mi ha permesso di trasformare una noiosa lana bianca e grigia in un'esplosione di rosso
- finalmente riuscire a mettere lo Stronghold ai gatti senza morti né feriti (soprattutto tra gli umani)
- gli sfarsò di mia zia
- cucinare con Luca (magari le altre preferiscono cucinare con Alessandro Borghese, ma io non ho la TV...)
- concludere felicemente un filone narrativo
- una prova di Tricotthè con Cristina e Giada
- il tortino radicchio e carciofi
- finire lo scaldacollo per Amelia, imparando oltretutto una cosa nuova
- una serata tra amiche, riscaldate dall'Irish coffee
- fare colazione al Peach Pit con due favolosi cheesecake
- trovare due pezzi di Galbiati dal rigattiere per 5 euro totali (è una lunga storia: collezione di famiglia)
- passare un sabato mattina con Luca
- la lezione della Pedretti, questo mese Tosca e ATS
- il dopolezione, a parlar di sesso (ettipareva...)
- un regalino inaspettato
- le coccole con Bianca, Pinta e Quarta
- scoprire che posso vantare tra le mie amiche un'orientalista, un'egittologa e un'esperta di preistoria
- vedersi recapitare un bellissimo letto gratis, insieme a un vassoio di bugie
- inventare uno scaldacollo dal sapore vittoriano/steampunk
- svegliarsi presto per scrivere
- ascoltare buona musica
- spulciare una vecchia enciclopedia della maglia e trovare, tra gli improponibili modelli anni '80, qualcosa di fattibile
- fare colazione con un chai latte inventato sul momento con il tè Sholeh Zard della Nave delle Spezie, vaniglia e un tocchettino di zenzero fresco
- un lunedì di ferie sotto la neve
- augurare buona fortuna a un'amica che debutta e morire di curiosità aspettando i suoi racconti su com'è andata. E, nel frattempo, godersi questo video, in cui la compagnia presenta il nuovo spettacolo
- il rafano!!!!
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lunedì 4 febbraio 2013
Musa's Box alla romana
Un po' in ritardo e un po' frastornata, con la testa ancora piena di cose e situazioni belle, ecco la mia lista della settimana:
- Cthulha (questa mi sa che la capiamo solo Sybille ed io) e questa intervista di Zerocalcare
- giocare a story cubes con Ettore, e lui che riesce persino a fare una storia con uno scarafaggio come protagonista
- rendermi conto che la Pinta ha i miei stessi bioritmi: incazzosa al mattino
- insegnare a un'amica la raffinata arte degli aumenti e delle diminuzioni
- i complimenti della mia meravigliosa veterinaria
- organizzarsi per un esperimento di tintura della lana, seguendo le indicazioni di un vecchio post di Claudia
- finire lo scialle marrone
- una chiacchierata troppo breve con un'amica che non vedevo da troppo tempo
- svegliarsi alle 5 del mattino per esasperazione (Ettore nel letto + Pinta su di me) e trovare una bellissima sorpresa da parte di un'amica lontana
- le mail che mi chiedono informazioni sugli eventi romani
- lo stupendissimissimo booktrailer di Sholeh Zard
- le mandorle speziate
- la fascia oraria delle Bermude
- Luca che dona il sangue e quindi passa il venerdì pomeriggio a casa con me e i bambini (e segue i compiti di Amelia)
- Italo, e giuro che non mi hanno pagato per fargli pubblicità (però se mi offrissero i biglietti della prossima trasferta romana non mi offendo)
- rivedere la mia amica Isabella
- una carbonara made in Rome, e la ricotta in crosta da urlo!
- la presentazione nell'erboristeria dove lavora Isabella, affollata nonostante il diluvio universale
- una serata sushi con Isabella e Piattini
- lo sholehzard e la stupenda cucina iraniana della Taberna Persiana
- le risate per la dizione del navigatore di YeniBelqis
- le amiche che vengono fin in capo al mondo per la mia presentazione
- la danza di Sira e Isabella, meravigliosa
- i dolcetti e il tè
- una serata tricot con partita di calcio in sottofondo
- la pesantissima coperta tunisina, epic win!
- una strusciata da parte di Clara, la gatta più riservata del mondo
- il sole a Roma e a casa
- riabbracciare la mia famiglia
- Amelia che "disegna" la copertina del mio prossimo libro (ma mi spiace, ne ha da fare di strada prima di eguagliare Sybille)
- gli interminabili regali da tirare fuori dalla valigia
- i reciproci racconti del weekend
- il metano, in casa e in auto
giovedì 31 gennaio 2013
Liberiamo una ricetta
Arrivo sempre con il fiato corto a questo appuntamento. Sarà che dopo Natale mi assale l'orda di chi è rimasto acquattato per tutte le vacanze a immaginarsi cose da farmi fare. Sarà che a gennaio sono come le macchine vecchie: non carburo. Sarà quel che sarà, comunque ci arrivo.
E quest'anno lo faccio con ben due ricette, una di mia invenzione e una regalata, in tema Sholeh Zard.
Lo faccio con gran gusto, perché quest'anno liberare una ricetta fa anche del bene: ogni partecipante versa una donazione alla mensa del centro Astalli e invita i suoi lettori a fare altrettanto.
Che aspettate?
E quest'anno lo faccio con ben due ricette, una di mia invenzione e una regalata, in tema Sholeh Zard.
Lo faccio con gran gusto, perché quest'anno liberare una ricetta fa anche del bene: ogni partecipante versa una donazione alla mensa del centro Astalli e invita i suoi lettori a fare altrettanto.
Che aspettate?
lunedì 28 gennaio 2013
Musa's Box con foto
Molti (io per prima) si chiedono perché non metto mai foto. Forse perché non sono molto brava a farle. O forse perché sono patologicamente pigra.
Fatto sta che questa settimana mi sono sforzata.
Ed ecco la mia lista della settimana:
- 4 nuovi morbidissimi gomitoli di lana e alpaca (e farsi due risate esterrefatte per la catalessi profonda della proprietaria del negozio)
- mio marito che mi aspetta per farsi un tè
- una mattina in cui non è stato necessario urlare con i miei figli
- non dover comprare un paio di scarpe da ginnastica nuove, perché ad Amelia vanno bene quelle passatemi da un'amica (e a Ettore inaspettatamente vanno bene quelle comprate dalla nonna)
- scrivere in tutti i luoghi e tutti i laghi
- i krumiri di Griffini (mai stata appassionata di krumiri, peraltro)
- il sole che fa timidamente capolino
- l'avocado con le noci, sale e pepe
- Ettore che va a scuola con la sua sciarpa nuova, tutto fiero che gliel'abbia fatta la sua mamma
- iniziare uno scialle con la lana marrone (forse finalmente ho trovato dove fare l'uovo) e tricottare in un caldo e comodo sunny spot
- la Quarta coccolona
- il sollievo perché il papà di un'amica non si è fatto quasi niente in un incidente molto grave
- i corvi che salutano l'alba in coro
- litigare e fare la pace con la Pinta
- comprare i biglietti di Italo per la trasferta romana
- stupirsi di aver trovato una signora simpatica in un negozio in cui non ero mai entrata
- la torta double chocolate (con buona pace della dieta e dei propositi di depurazione)
- Luca che alla sera legge per tutti Il mistero dei cloni giganti
- la meravigliosa lezione di danza del sabato
- stare con Luca, sempre, anche quando facciamo cose noiose
- comprare lana a prezzi stracciati, incitata e consigliata da tutta la famiglia
- il cibo cinese, quella sana spazzatura che ogni tanto ci sta
- il pane fatto a mano da mio marito
- guardare un film divertente tutti insieme
- preparare la trasferta romana
- una mail inaspettata dal Trentino, via verso nuove avventure
lunedì 21 gennaio 2013
Musa's Box di mezzo inverno
Sì lo so, non è ancora davvero mezzo inverno. Ma lasciatemi le mie illusioni.
Tra le cose belle di questa settimana:
- passare da un'amica per parlare di lana, ferri e uncinetto
- concludere le pratiche dell'incidente di marzo con un bell'assegno (tenere presente che ciò che per me è "un bell'assegno" per altri è una cifra non dico insignificante ma non così esaltante)
- l'entusiasmo di mia figlia ogni volta che arriva Topolino, a cui è stata abbonata dai nonni di Torino
- le coccole speciali con la Pinta, che in questo periodo è particolarmente nervosa e intrattabile
- una mail inaspettata da una persona che stimo e seguo
- riprendere un po' in mano il settore audiovisivi, seppure a scapito dei libri
- essere zen riguardo la neve: se non viene tutto OK, se viene resto a casa senza patemi
- progettare un tricotthè (copyright di Euforilla) e sfogliare Pinterest alla ricerca di ispirazione visiva
- la zucca al forno col gorgonzola
- riprendere Sholeh Zard e darle una struttura più leggibile su e-reader
- tornare a casa prima di tutti e preparare una merenda coi fiocchi
- vedere l'ago della bilancia che torna su posizioni più rassicuranti
- Luca che si intenerisce per quanto sono stanca
- fare un lavoro noioso in compagnia di una collega
- le patate al forno
- un pacco inaspettato per i miei bambini
- valutare l'acquisto di una nuova auto (e poi concludere che è meglio di no)
- rivedere una statua di una serie che mi piaceva proprio tanto
- i miei bambini contenti di aver fatto ginnastica
- il kebabbaro che ormai ci conosce come vecchi amici
- le idee in mezzo alla notte
- guardare Rachel e il suo amichetto che esplorano la casa
- i ferri circolari di tutte le misure (e un paio di ferri del 5)
- un toast al volo e tante chiacchiere
- fantasticare su Etsy e Pinterest
- la torta cioccolato e pere
- un giro di shopping con mia madre e mia figlia
- le mie francesine nere di Camper
- il mio nuovo vestitino Desigual
- il minestrone
- una colazione come si deve: tè, spremuta, pane tostato, marmellata di albicocche della zia (sia la marmellata sia le albicocche), yogurt, latte, cereali
- i medaglioni IKEA secondo la ricetta di Comida
- i miei bambini vestiti bene
- guardare un catalogo di smalti per ceramica
- cucinare con Luca
- finire la sciarpa di Ettore e avanzare un po' di lana, da cui forse riesco a ricavare un cappellino
- Amelia che lavora al tornio con Luca (e Luca che fa cose per me)
- smontare le decorazioni natalizie (e progettare una collana con alcune di esse)
- un'altra estimatrice per Sholeh Zard
- la pizza cipolle rosse e mondina (una specie di brie che fa Luca)
- il tè delle grandi occasioni
- scrivere tanto da avere quasi la nausea (per il collo e per il ciclo)
- il gattino che mi sale in braccio e mi sbava facendo le fusa
- i commenti reciproci
- scrivere di prima mattina
Poi per carità, ieri mi è arrivato il ciclo e quindi non è che il mio umore e la mia salute siano proprio meravigliosi. Diciamo che questa settimana faccio scorta per la prossima!
Tra le cose belle di questa settimana:
- passare da un'amica per parlare di lana, ferri e uncinetto
- concludere le pratiche dell'incidente di marzo con un bell'assegno (tenere presente che ciò che per me è "un bell'assegno" per altri è una cifra non dico insignificante ma non così esaltante)
- l'entusiasmo di mia figlia ogni volta che arriva Topolino, a cui è stata abbonata dai nonni di Torino
- le coccole speciali con la Pinta, che in questo periodo è particolarmente nervosa e intrattabile
- una mail inaspettata da una persona che stimo e seguo
- riprendere un po' in mano il settore audiovisivi, seppure a scapito dei libri
- essere zen riguardo la neve: se non viene tutto OK, se viene resto a casa senza patemi
- progettare un tricotthè (copyright di Euforilla) e sfogliare Pinterest alla ricerca di ispirazione visiva
- la zucca al forno col gorgonzola
- riprendere Sholeh Zard e darle una struttura più leggibile su e-reader
- tornare a casa prima di tutti e preparare una merenda coi fiocchi
- vedere l'ago della bilancia che torna su posizioni più rassicuranti
- Luca che si intenerisce per quanto sono stanca
- fare un lavoro noioso in compagnia di una collega
- le patate al forno
- un pacco inaspettato per i miei bambini
- valutare l'acquisto di una nuova auto (e poi concludere che è meglio di no)
- rivedere una statua di una serie che mi piaceva proprio tanto
- i miei bambini contenti di aver fatto ginnastica
- il kebabbaro che ormai ci conosce come vecchi amici
- le idee in mezzo alla notte
- guardare Rachel e il suo amichetto che esplorano la casa
- i ferri circolari di tutte le misure (e un paio di ferri del 5)
- un toast al volo e tante chiacchiere
- fantasticare su Etsy e Pinterest
- la torta cioccolato e pere
- un giro di shopping con mia madre e mia figlia
- le mie francesine nere di Camper
- il mio nuovo vestitino Desigual
- il minestrone
- una colazione come si deve: tè, spremuta, pane tostato, marmellata di albicocche della zia (sia la marmellata sia le albicocche), yogurt, latte, cereali
- i medaglioni IKEA secondo la ricetta di Comida
- i miei bambini vestiti bene
- guardare un catalogo di smalti per ceramica
- cucinare con Luca
- finire la sciarpa di Ettore e avanzare un po' di lana, da cui forse riesco a ricavare un cappellino
- Amelia che lavora al tornio con Luca (e Luca che fa cose per me)
- smontare le decorazioni natalizie (e progettare una collana con alcune di esse)
- un'altra estimatrice per Sholeh Zard
- la pizza cipolle rosse e mondina (una specie di brie che fa Luca)
- il tè delle grandi occasioni
- scrivere tanto da avere quasi la nausea (per il collo e per il ciclo)
- il gattino che mi sale in braccio e mi sbava facendo le fusa
- i commenti reciproci
- scrivere di prima mattina
Poi per carità, ieri mi è arrivato il ciclo e quindi non è che il mio umore e la mia salute siano proprio meravigliosi. Diciamo che questa settimana faccio scorta per la prossima!
domenica 20 gennaio 2013
Keep calm and make tea
Negli ultimi anni, il tè (inteso come tè propriamente detto e/o tisane varie) è passato da "bevanda piacevole" a "indispensabile complemento di ogni momento della mia giornata".
Questa trasformazione è avvenuta grazie a due fattori. Uno, ho scoperto tè molto buoni, tramite Internet (Acilia e Kusmi, per dire) e di persona (a Pavia e all'Artigiano in Fiera). Due, ho imparato a berli senza zuccherarli.
In ufficio ho meno tè e più tisane (per esempio, mi piace molto una tisana della Sonnentor), e li uso anche per scaldarmi nel mio ufficio polare.
Il tè mi coccola, mi riscalda. È un conforto nei momenti difficili ma anche un complemento perfetto per i momenti piacevoli. E poi l'immaginario che gli gira intorno è visivamente godurioso: se provate a cercare "afternoon tea" su Pinterest, vi usciranno immagini di tavole imbandite con servizi splendidi, alzatine colme di dolci e stuzzichini, decori floreali.
Ultimamente, poi, il tè è l'accompagnamento ideale per l'attività che mi sta appassionando in queste settimane, la maglia.
Diciamocelo: la morbidezza e il calore della lana sono l'equivalente tattile di una tazza di tè. Se poi in sottofondo ci sono una buona musica o, meglio ancora, tante chiacchiere, il piacere è veramente completo.
Ecco perché ho approvato incondizionatamente il neologismo Tricotthè, sfornato da Euforilla. Ed ecco perché, con la bava alla bocca, convoco a gran voce chi fosse in zona: quando organizziamo? Dai dai, fate contenta una povera maniaca!
Questa trasformazione è avvenuta grazie a due fattori. Uno, ho scoperto tè molto buoni, tramite Internet (Acilia e Kusmi, per dire) e di persona (a Pavia e all'Artigiano in Fiera). Due, ho imparato a berli senza zuccherarli.
In ufficio ho meno tè e più tisane (per esempio, mi piace molto una tisana della Sonnentor), e li uso anche per scaldarmi nel mio ufficio polare.
Il tè mi coccola, mi riscalda. È un conforto nei momenti difficili ma anche un complemento perfetto per i momenti piacevoli. E poi l'immaginario che gli gira intorno è visivamente godurioso: se provate a cercare "afternoon tea" su Pinterest, vi usciranno immagini di tavole imbandite con servizi splendidi, alzatine colme di dolci e stuzzichini, decori floreali.
Ultimamente, poi, il tè è l'accompagnamento ideale per l'attività che mi sta appassionando in queste settimane, la maglia.
Diciamocelo: la morbidezza e il calore della lana sono l'equivalente tattile di una tazza di tè. Se poi in sottofondo ci sono una buona musica o, meglio ancora, tante chiacchiere, il piacere è veramente completo.
Ecco perché ho approvato incondizionatamente il neologismo Tricotthè, sfornato da Euforilla. Ed ecco perché, con la bava alla bocca, convoco a gran voce chi fosse in zona: quando organizziamo? Dai dai, fate contenta una povera maniaca!
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