domenica 21 dicembre 2014

Il tè con le amiche


Come sicuramente già saprete, il tè accompagna ogni momento della mia giornata.
Ho tantissime tazze, tra cui non saprei scegliere la mia preferita. Sono tutte mug o simili, molto capienti, per tenermi compagnia mentre lavoro o leggo o faccio la maglia.
Eppure, qualche mese fa, sono stata affascinata da un inutile e bellissimo servizio da tè di porcellana bavarese, visto e rivisto in un mercatino dell'usato di Torino.
E me ne sono talmente innamorata che i miei suoceri hanno pensato di regalarmelo.
Lo uso per il tè con le amiche.
Detto così, ricorda la classica immagine delle bambine che prendono il tè con le proprie bambole.
Beh, bambole a parte, il concetto è proprio quello: prendiamoci un tè con tutti i sacri crismi, come se fossimo signore importanti che si incontrano con le amiche. E quindi via di teiera, tazze col piattino, zuccheriera, persino lattiera.
E torta, quella che vi ho mostrato ieri.
Ci siamo fatte gli auguri e scambiate un paio di pensieri, che dimostrano quanto ci conosciamo bene anche nelle piccole cose.
E, dal momento che il solstizio era imminente (è oggi), abbiamo fatto una piccola divinazione, una lettura di carte del 2015. Con gli stupendi tarocchi di Euforilla, che ne ha parlato qui.



Peccato che il tempo non abbia collaborato, e che ieri il sole non sia riuscito a bucare la nebbia.
Ma poco male: la nostra stufa ha lavorato a pieno regime, con grande soddisfazione dei gatti di casa.


sabato 20 dicembre 2014

Primo giorno di vacanza


Ieri per me è stato il primo giorno di vacanza di Natale.
In realtà, sono stata a casa per assistere Daisy nella convalescenza post-operatoria: l'abbiamo sterilizzata giovedì e pensavo che, anche se l'operazione è stata fatta in laparoscopia, potesse avere bisogno di me.
Per fortuna la ragazza sta benissimo, quasi come se nulla fosse successo.


Quando i bambini sono tornati da scuola, abbiamo deciso di dare una pulita alla casa e fare una torta per le mie amiche che vengono oggi.
La ricetta l'ho presa dalla mia amica Euforilla, che oggi ne assaggerà il risultato.



Con gli avanzi di pasta, abbiamo fatto dei biscotti alla cannella che non ho fatto in tempo a fotografare, perché sono spariti subito.
Ma la torta è al sicuro da gatti, cani e umani, e oggi la mangeremo con il tè.


venerdì 12 dicembre 2014

Christmas is coming (and I'm not ready!)


Stamattina, quando i bambini ed io siamo scesi in vallata, questo era il paesaggio che si è aperto davanti a noi.
Lo so che la foto non rende, ma era bellissimo.
E Amelia ha commentato: certo che la vallata è sempre bella, quando è verde o allagata o bianca come adesso.
Ettore se n'è uscito con una frase poetica che mi è piaciuta tantissimo: la brina è lo spirito della neve.
Poi si è lanciato nella composizione di una canzone dedicata, mentre marciavamo verso il caseificio.
(Tralascio la parte rocambolesca della mattinata, dovuta in parte allo sciopero e in parte all'impegno di mio marito nel complicarmi la vita)



domenica 7 dicembre 2014

Sholeh Zard - La trilogia


Ed eccola, la mia fatica editoriale dell'anno. Si può comprare qui.
Non solo ho riunito i tre libri sotto un unico titolo, ma ho anche variato l'impaginazione delle note per renderle più immediate e fruibili.
Questo significa che presto avremo anche la versione in formato epub, ma intanto ci tenevo a far uscire questo libro nel giorno del Patrono (di Milano, Sant'Ambroes).
Alla fine dei libri già pubblicati, una piccola chicca: il racconto inedito Natale in casa di Cthulu, dal punto di vista di Babbo Natale.

E intanto noi, per onorare come si deve il Patrono di Milano, ce ne andiamo... a Genova!

Aggiornamento: Sholeh Zard - La trilogia è disponibile anche in formato epub (per Kobo e altri ereader) a questo link.


martedì 2 dicembre 2014

Alexis, o il trattato della noia vana


Ommioddiochepalle.
Ecco l'elaborato giudizio critico che posso dare alla Youcenar di 26 anni.
Mi sento quasi sacrilega a scriverlo, eppure lo sospettavo.
Intendiamoci: le do atto di aver scritto questo libro a 26 anni. Anche se a 26 anni non si è bambini (e nel 1929 ancor meno che nel 2002), è comprensibile che si tenda ad essere più pesanti che a 36.
Forse è che si vuole essere presi sul serio, forse non sono ancora stati del tutto superati i drammi assoluti e privi di autoironia dell'adolescenza.
Fatto sta che anch'io sottovalutavo la leggerezza a quell'età. O semplicemente mi interessava scrivere di altro, senza dar sfogo a quella vena divertita che è stata la mia salvezza. O forse ancora non ero così felice da voler ridere anche quando scrivevo.
Fatto sta che le cose che io scrivevo a 26 anni posso rileggerle per affetto e per nostalgia (o anche solo per raccapriccio), mentre quello che la Yourcenar scriveva a 26 anni non mi vale proprio la pena di rileggerlo.
L'ho abbandonato. Cosa che secondo me avrebbe fatto anche l'ipotetica Monique, che si vede arrivare un plico di 150 pagine scritto da uno che sostiene di non amare la scrittura.
Io l'ho ricevuta una lettera in cui mi si spiegava qualcosa del genere. Mi ha fatto male, ma almeno non sono morta di noia. Se fosse stata più lunga, mi sarei sentita cornuta e mazziata.
E tanto basti per il povero Alexis.

Nell'edizione francese che sto usando, come in molte altre di varie lingue, Alexis è seguito da Le Coup de Grace.
Ecco, mi chiedo il perché di questa scelta editoriale: si tratta di due opere diversissime, scritte a 10 anni di distanza l'una dall'altra. L'uno è una lunga lagna autobiografica, mentre l'altro è una vera e propria opera di narrativa. E se non bastasse, il secondo è molto più attraente e avvincente del primo.

Bello nonostante i quarant'anni, pietrificato in una specie di dura giovinezza, Eric von Lhomond doveva ai suoi antenati francesi, al padre prussiano e alla madre baltica, la sua alta statura, il profilo stretto, i pallidi occhi azzurri, l'arroganza dei rari sorrisi e quello sbattere di tacchi che gli era ormai vietato dalla frattura al piede e dalle bende.

Ditemi che non vi viene voglia di sapere che cosa ha fatto.
Anche se non siete più adolescenti infatuate dei belli e dannati.

giovedì 27 novembre 2014

Esperienza creativa con Crayola #2


Come dicevo qualche giorno fa, nell'ultimo periodo i pomeriggi di pioggia non sono mancati. Quindi abbiamo avuto la possibilità di provare un altro dei prodotti Crayola che ci sono stati inviati: il set di pennarelli per il vetro.



Siccome Natale si avvicina a grandi passi, abbiamo pensato di usare questi colori per fare dei portalumini - segnaposto per il pranzo dai nonni.
Prima di tutto, abbiamo usato una bottiglietta per fare le prove di tutti i colori.


E poi ci siamo buttati, con tanta fantasia e altrettanta curiosità.
Devo dire che gli stencil presenti nella confezione erano molto belli e anche azzeccati per il tema, ma più adatti a disegnare su finestre e finestrini che non su superfici curve.
Così siamo andati a mano libera.



Alcuni di noi addirittura si sono lanciati sull'astratto.


Ci siamo divertiti tanto che anche Daisy avrebbe voluto partecipare!


lunedì 24 novembre 2014

Esperienza creativa con Crayola #1


Qualche tempo fa, ho chiesto di partecipare a un'iniziativa di Crayola: mi sono stati inviati a casa tre prodotti adatti a bambini dell'età dei miei.
Siccome nelle scorse settimane i giorni di pioggia non sono mancati, abbiamo avuto modo di scartarli e provarli insieme.
Il primo, che attirava tantissimo entrambi i miei figli, era Charms Mania.
Devo fare una premessa: odio le paste da modellare per bambini. Il loro odore mi dà il voltastomaco, oltre al fatto che poi me le trovavo appiccicate per tutta casa.
La pasta usata per le perline di Crayola, però, è un'argilla: è inodore, non tende ad appiccicarsi (anche se consiglio di lavorarla su un cartone, magari di quelli che si trovano nella confezione come separatori) e si asciuga all'aria.
Il procedimento è semplice e divertente: si stacca un po' di argilla, si forma una pallina. Con l'aiuto di un attrezzo particolare, si inserisce nella pallina un cilindro di plastica che fa da buco.


Poi la perlina viene passata su appositi stampini per la decorazione. Oppure le vengono applicati i brillantini.


 Dopodiché viene messa ad asciugare, in attesa di essere dipinta.


Il gioco ha la giusta combinazione di ripetitività e creatività. Ai bambini piace sia la prima parte del procedimento, quella standard per tutti, sia la personalizzazione della perlina, che consente di dar sfogo alla fantasia.
Notate bene: ho parlato di bambini, non di bambine. Entrambi i miei figli si sono entusiasmati per questo gioco, al punto di coinvolgere persino il papà.




Proprio qui sta l'unico limite di questo prodotto: è fortemente orientato a un pubblico femminile, come testimoniano la confezione e la scelta dei colori dei materiali. Quindi i maschi potrebbero essere respinti da una caratterizzazione così spinta.
Invece si tratta di un gioco che diverte e cattura anche loro, aiutandoli a concentrarsi e a sviluppare manualità e gusto.

mercoledì 19 novembre 2014

The Yourcenar Project


 Molto tempo fa, in una galassia lontana lontana, viveva una persona di cui tutt'al più mi sento vagamente parente: faccio molta fatica a ricordare che quella ero io.
Tra le poche sue cose in cui mi riconosco, c'è la passione per l'opera di Marguerite Youcenar.
Funesta passione, a dire il vero, dal momento che è stata uno dei motivi per cui quella persona là si è messa con un uomo totalmente inadatto a lei.
In principio fu l'Opera al Nero. Poi Memorie di Adriano e tutto il resto.
Alcuni libri li ho letti e basta. Altri li ho riletti, anche in lingua originale.
Come dicevo, li ho letti quando ero una persona diversa. Mi chiedo che effetto mi farà rileggere gli stessi libri ora che sono questa qui.
Voglio dire: la Yourcenar parla di sentimenti alti e nobili, di riflessioni intellettuali eccelse.
Io l'altro giorno mi sono trovata nella seguente situazione: il Quarto ha prodotto un vomito pieno zeppo di segmenti di tenia e Daisy ne ha mangiato una parte prima che io riuscissi ad attraversare la stanza per impedirglielo. Altro che pensieri profondi e alto sentire.
Spinta dalla curiosità, ho deciso di rileggere l'opera omnia di Marguerite Yourcenar in lingua originale. Possibilmente entro il 2015. E possibilmente andando in ordine cronologico.
Si comincia con Alexis.


lunedì 17 novembre 2014

Allagati e contenti


Lo so che altrove l'alluvione ha causato vittime e danni, cosa di cui mi dispiace enormemente. So anche che alcuni amici si trovano ad aver subito disagi e perdite, mentre io me ne stavo incazzata ma tutto sommato tranquilla a guardare le secchiate d'acqua che si abbattevano sulla Lombardia.
Però ieri è uscito il sole ed il paesaggio allagato era uno spettacolo.




C'erano molti curiosi venuti apposta per vederlo, alcuni con macchine fotografiche di tutto rispetto.
Neofiti delle Cascine Orsine, ma anche habitué che si crucciavano di non poter fare il solito giretto nel bosco, perché anche il bosco era allagato.




Tra questi ultimi, Daisy ha trovato un amico.




giovedì 13 novembre 2014

La torta esperimento


Qualche tempo fa, una collega mi ha dato un'indicazione per cui la ringrazierò in eterno: la ricetta del melaccio.
La stessa collega mi diceva che secondo lei era da provare anche la torta cioccopere, cosa su cui in effetti concordo.
Però ieri mi sono trovata a voler fare una torta per accompagnare il tè: un'amica sarebbe venuta a casa mia, sfidando acqua e fango, e meritava un po' di conforto.
Contavo di farle assaggiare un tè al bicerin, specialità di una meravigliosa erboristeria torinese. E avevo in casa un bel po' di pere. Purtroppo, non avevo né cioccolato da fondere, né cacao. Né uova, a dire il vero, ma ultimamente ho imparato a farne a meno usando l'agar agar come addensante.
Mi è venuto in mano un vecchissimo preparato per budino fondente, della Lindt. E ho deciso di osare, prendendo la base del melaccio e trasformandola completamente.
La fortuna aiuta gli audaci.

Ingredienti:
una busta di preparato per budino al cioccolato fondente
200 g yogurt
200 g farina integrale
100 g miele (ma anche un po' meno, non guasta)
1 bustina di lievito per dolci
cannella e zenzero in polvere a piacere
pere a volontà

Tagliare le pere senza sbucciarle, togliendo picciuolo e torsolo. Amalgamare gli altri ingredienti.
Quando il composto è uniforme, aggiungere metà delle pere. Disporre le altre sul fondo di una teglia foderata di cartaforno.
Versare il composto dentro la teglia, livellare e mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 40-45 minuti.
Una volta sfornata, far raffreddare nella teglia.
Quando la torta sarà tiepida, rovesciarla su un piatto, togliere la cartaforno e rovesciarla di nuovo nel piatto da portata.
Tenere in frigo fino al momento di servirla.