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mercoledì 8 aprile 2015

Caccia alle uova


Premetto che questo post non è sponsorizzato. Tristemente, perché la percentuale di uova Kinder (+ due coniglietti Ferrero Rocher) era decisamente schiacciante.
Come potete immaginare, il motivo non è legato alla qualità del cioccolato (persino Amelia si sta convertendo al fondente) bensì a quella delle sorprese: ormai ciò che si trova dentro le uova è di uno squallore non giustificato dalla crisi. In uno di essi, per esempio, abbiamo trovato un elastico per capelli. Uno di quelli che vendono a 1 euro il pacco da 10. Mapperfavore...

 
Tendo a precisare inoltre che neanche l'idea della caccia alle uova ci è stata fornita dalla Kinder e dal coniglio azzurro: ispirati dai racconti delle blogger d'oltremanica, già l'anno scorso avevamo nascosto le uova (in casa, perché pioveva) invece di consegnarle e basta.
Quest'anno l'idea vincente è stata posticipare la caccia da Pasqua a Pasquetta: col sole, abbiamo potuto sfruttare tutti i nascondigli del giardino.



Persino Daisy si è fatta coinvolgere, rubando un coniglietto e portandoselo in giro tutta fiera.
(Per i cinofili: ovviamente gliel'abbiamo tolto subito, sappiamo che il cioccolato è tossico per i cani)


Siccome faceva freddino, siamo rientrati per contare e aprire le uova.



E poi ci siamo goduti il pomeriggio di sole e giochi all'aperto.


lunedì 30 marzo 2015

Brera in fiore


Avvisati dalla newsletter di un vivaio di cui siamo clienti, sabato ci siamo incamminati alla volta di Floralia, un mercatino di fiori e ammenicoli vari in piazza San Marco.
Vi dico subito che è stato un bagno di sudore, perché ci siamo andati con la Daisy. E per lei tutto era nuovo e un po' spaventoso, nonostante non sia la sua prima volta a Milano: la metropolitana, tutte quelle macchine in giro e tutti quei cani.
È stata bravissima, per carità, ma ci ha fatto capire che dovremo insistere un po' per farla abituare a quello che per noi non è normale ma non ci crea alcun patema.


I bambini si sono voluti portare la macchina fotografica regalata loro a Natale. E hanno fatto bene, perché le loro foto sono bellissime.





lunedì 12 gennaio 2015

Lo sguardo dei bambini



A Natale, mia madre ha regalato ai bambini una macchina fotografica. Un compatta bellina, da adulti, su cui si sono fiondati con prevedibile entusiasmo.
E che è stata fonte anche di litigi furiosi, perché il concetto di backup non è ancora pervenuto e sono state cancellati foto e video.
Guardare ciò che ai bambini interessa ricordare è istruttivo e magico.




Ancora più bello sarebbe imparare da loro, a volte.
Amelia, per esempio, che mi fa partire emboli da far stramazzare un cavallo, e poi con infinita naturalezza ed empatia riesce a rapportarsi alle situazioni più difficili, al dolore di chi sta male, a quella malattia che temiamo persino di nominare.
A volte abbiamo il più prezioso dei tesori, e riusciamo ugualmente a cazziarlo.


martedì 30 dicembre 2014

Freddo e limpido


E così anche quest'anno si avvia alla conclusione. Non mi posso proprio lamentare di questo 2014, clima a parte.
E in questi giorni non mi posso neanche lamentare del clima: fa un freddo porco, quello sì, ma c'è il sole. E il termometro, se c'è il sole, può farmi quello che vuole.
Certo, ha nevicato. E purtroppo l'ha fatto proprio il giorno in cui è venuta a trovarmi una mia carissima amica, che vedo una o due volte all'anno.
Però poi, il giorno dopo, quando siamo andati in giro per campi, è venuto il sole.




L'effetto che vedete nelle foto è quello della leggera foschia che si alza a circa un metro e mezzo dalla neve, quando il sole la scalda.
Uno spettacolo bellissimo, che purtroppo in foto sembra nebbia e basta.

Ma noi sappiamo che non è così, e oggi magari ci torniamo.

sabato 20 dicembre 2014

Primo giorno di vacanza


Ieri per me è stato il primo giorno di vacanza di Natale.
In realtà, sono stata a casa per assistere Daisy nella convalescenza post-operatoria: l'abbiamo sterilizzata giovedì e pensavo che, anche se l'operazione è stata fatta in laparoscopia, potesse avere bisogno di me.
Per fortuna la ragazza sta benissimo, quasi come se nulla fosse successo.


Quando i bambini sono tornati da scuola, abbiamo deciso di dare una pulita alla casa e fare una torta per le mie amiche che vengono oggi.
La ricetta l'ho presa dalla mia amica Euforilla, che oggi ne assaggerà il risultato.



Con gli avanzi di pasta, abbiamo fatto dei biscotti alla cannella che non ho fatto in tempo a fotografare, perché sono spariti subito.
Ma la torta è al sicuro da gatti, cani e umani, e oggi la mangeremo con il tè.


venerdì 12 dicembre 2014

Christmas is coming (and I'm not ready!)


Stamattina, quando i bambini ed io siamo scesi in vallata, questo era il paesaggio che si è aperto davanti a noi.
Lo so che la foto non rende, ma era bellissimo.
E Amelia ha commentato: certo che la vallata è sempre bella, quando è verde o allagata o bianca come adesso.
Ettore se n'è uscito con una frase poetica che mi è piaciuta tantissimo: la brina è lo spirito della neve.
Poi si è lanciato nella composizione di una canzone dedicata, mentre marciavamo verso il caseificio.
(Tralascio la parte rocambolesca della mattinata, dovuta in parte allo sciopero e in parte all'impegno di mio marito nel complicarmi la vita)



giovedì 27 novembre 2014

Esperienza creativa con Crayola #2


Come dicevo qualche giorno fa, nell'ultimo periodo i pomeriggi di pioggia non sono mancati. Quindi abbiamo avuto la possibilità di provare un altro dei prodotti Crayola che ci sono stati inviati: il set di pennarelli per il vetro.



Siccome Natale si avvicina a grandi passi, abbiamo pensato di usare questi colori per fare dei portalumini - segnaposto per il pranzo dai nonni.
Prima di tutto, abbiamo usato una bottiglietta per fare le prove di tutti i colori.


E poi ci siamo buttati, con tanta fantasia e altrettanta curiosità.
Devo dire che gli stencil presenti nella confezione erano molto belli e anche azzeccati per il tema, ma più adatti a disegnare su finestre e finestrini che non su superfici curve.
Così siamo andati a mano libera.



Alcuni di noi addirittura si sono lanciati sull'astratto.


Ci siamo divertiti tanto che anche Daisy avrebbe voluto partecipare!


lunedì 24 novembre 2014

Esperienza creativa con Crayola #1


Qualche tempo fa, ho chiesto di partecipare a un'iniziativa di Crayola: mi sono stati inviati a casa tre prodotti adatti a bambini dell'età dei miei.
Siccome nelle scorse settimane i giorni di pioggia non sono mancati, abbiamo avuto modo di scartarli e provarli insieme.
Il primo, che attirava tantissimo entrambi i miei figli, era Charms Mania.
Devo fare una premessa: odio le paste da modellare per bambini. Il loro odore mi dà il voltastomaco, oltre al fatto che poi me le trovavo appiccicate per tutta casa.
La pasta usata per le perline di Crayola, però, è un'argilla: è inodore, non tende ad appiccicarsi (anche se consiglio di lavorarla su un cartone, magari di quelli che si trovano nella confezione come separatori) e si asciuga all'aria.
Il procedimento è semplice e divertente: si stacca un po' di argilla, si forma una pallina. Con l'aiuto di un attrezzo particolare, si inserisce nella pallina un cilindro di plastica che fa da buco.


Poi la perlina viene passata su appositi stampini per la decorazione. Oppure le vengono applicati i brillantini.


 Dopodiché viene messa ad asciugare, in attesa di essere dipinta.


Il gioco ha la giusta combinazione di ripetitività e creatività. Ai bambini piace sia la prima parte del procedimento, quella standard per tutti, sia la personalizzazione della perlina, che consente di dar sfogo alla fantasia.
Notate bene: ho parlato di bambini, non di bambine. Entrambi i miei figli si sono entusiasmati per questo gioco, al punto di coinvolgere persino il papà.




Proprio qui sta l'unico limite di questo prodotto: è fortemente orientato a un pubblico femminile, come testimoniano la confezione e la scelta dei colori dei materiali. Quindi i maschi potrebbero essere respinti da una caratterizzazione così spinta.
Invece si tratta di un gioco che diverte e cattura anche loro, aiutandoli a concentrarsi e a sviluppare manualità e gusto.

lunedì 17 novembre 2014

Allagati e contenti


Lo so che altrove l'alluvione ha causato vittime e danni, cosa di cui mi dispiace enormemente. So anche che alcuni amici si trovano ad aver subito disagi e perdite, mentre io me ne stavo incazzata ma tutto sommato tranquilla a guardare le secchiate d'acqua che si abbattevano sulla Lombardia.
Però ieri è uscito il sole ed il paesaggio allagato era uno spettacolo.




C'erano molti curiosi venuti apposta per vederlo, alcuni con macchine fotografiche di tutto rispetto.
Neofiti delle Cascine Orsine, ma anche habitué che si crucciavano di non poter fare il solito giretto nel bosco, perché anche il bosco era allagato.




Tra questi ultimi, Daisy ha trovato un amico.




mercoledì 15 ottobre 2014

Educare alla libertà

Lo ammetto: nel post di Genitoricrescono ho visto sì una possibilità di crescita per mia figlia, ma anche un'occasione per semplificarmi la vita.
Il fatto è questo: il mercoledì, subito dopo l'uscita da scuola, Amelia ha il corso di nuoto. La piscina è accanto alla scuola e vi si può accedere senza uscire dalla cancellata: si percorre il marciapiedi che corre intorno all'edificio ed ecco l'ingresso.
Quando l'abbiamo iscritta, ho subito pensato: sarebbe bello che potesse andarci da sola. Dopotutto, lei e Ettore sono piuttosto autonomi e mi fido della loro capacità di prevedere e comprendere i pericoli della strada.
Pensavo che la scuola me lo potesse impedire e invece no, non può. Ci sono addirittura scuole che prevedono questa possibilità e predispongono moduli che parlano di scelte educative e di maturità del bambino.
La mia scuola ha storto il naso, ha recalcitrato e alla fine ha prodotto un modulo che parla di impossibilità del genitore, obbliga a specificare il percorso del bambino (non più di 500 metri) e dichiara che al suo arrivo a casa il bambino troverà un adulto pronto ad accoglierlo.
(Ora, non so voi. Ma io penso che, se un adulto è impossibilitato ad andare a prendere un bambino a 500 metri da casa, non potrà aprirgli la porta 5 minuti dopo. A meno che non sia a casa in malattia o agli arresti domiciliari.)
Per quieto vivere, ho dichiarato il falso: io non sono impossibilitata ad andare a prendere Amelia, ho deciso di farla uscire da sola per scelta.
Ho scelto di dare fiducia a mia figlia, di permetterle un piccolo spazio di autonomia, di farla sentire grande. Ho scelto di darle la possibilità di muoversi in un ambiente sicuro e protetto, perché si faccia le ossa per il futuro. Ho scelto di renderla orgogliosa della sua piccola conquista.
E non riesco davvero a stimare una scuola che non riesce a capire una scelta del genere.

mercoledì 1 ottobre 2014

Figli e libertà

(Riflessioni completamente mie, che non valgono come verità assolute e/o aforismi)

Il prezzo da pagare per la libertà è la solitudine.
Lo sapevo bene quando ero single.
Ma la solitudine è sempre stata mia amica: non per niente sono figlia unica e ben felice di esserlo.
La solitudine è come la sorella che non ho mai avuto: le voglio bene, ma ogni tanto è pesante. Però le voglio bene.
Purtroppo, la solitudine è incompatibile con la mia vita attuale. Altrettanto, devo ammettere, la libertà assoluta, quella libertà che ti permette di fare qualsiasi cosa senza ferire nessuno che abbia il diritto di sentirsi ferito.
Auguro ai miei figli di provarla, quella libertà. Per me è un caro ricordo.
Attenzione: non un rimpianto.
Non amo Luca per caso, non ho fatto i miei figli per caso.
Ho consapevolmente scelto di dire addio alla mia libertà, per amore.
Perché l'amore ti rende dipendente da chi ami: mio marito, i miei figli. Persino i miei gatti, il mio cane. Io non posso più vivere senza di loro.
Potrei sopravvivere, ma che senso avrebbe farlo di proposito?
E così non ho più la mia libertà. La mia solitudine.
Non sto a dire che in cambio ho un mondo d'amore: è scontato, chi rinuncerebbe al proprio bene più prezioso per qualcosa che vale di meno?
In cambio, ho una me stessa migliore.
Una che supera le paure e i limiti.
Una che urla e spacca, ma per ricomporre.
Una che si sente di poter conquistare il mondo, ma non gliene frega niente.
Perché il mondo ce l'ha già.

lunedì 1 settembre 2014

Non sono più una mamma



Lo so, magari suona arrogante. O falso. O provocatorio.
Ma il fatto è che capisco chi ci sta passando ex novo e quindi tutto è una scoperta, ma per me non è più così.
Non è più cercare di interpretare un pianto. O indovinare un'esigenza.
Se voglio sapere qualcosa, mi basta chiederlo. Posso parlare con i miei figli. Chiedere, ascoltare le risposte, al limite cercare di capire se crederci o no ("che cosa ti è successo?" "niente").
Ma chiunque può essere in grado di parlare con un bambino di 6 o 8 anni. Chiunque può chiedere a mio figlio se ha tanta o poca fame. Chiunque può aiutare Amelia a fare i compiti delle vacanze.
Non serve essere la mamma (o il papà).
In questa fase, mi sento più altro: sono quella che li coccola, che li guida, che ogni tanto li sgrida, quella che li limita e che li sprona. Sono quella che ringhia se fanno troppo ciocco, quella che gli ha fatto scoprire Harry Potter, quella con cui guardano Una mamma per amica e Grimm, quella che brontola quando le macchie non vanno via dalle magliette.
Ogni tanto mi sento una coinquilina tardona. Ogni tanto Malefica mi fa un baffo. Ma non sono più la mamma che spiava le loro espressioni e che da un urlo doveva cercare di capire se avevano fame o c'era il pannolino da cambiare.
Posso dirlo? Che sollievo.

martedì 19 agosto 2014

Paros e Antiparos


All'inizio, non avevamo le idee chiare: Paros o Antiparos? Tutte e due?
Probabilmente avremmo fatto bene a visitarle entrambe, nonostante gli amici di Galissas ci avessero sconsigliato Paros perché troppo piena di turisti (e invece ci è stato poi detto che non era così, vedi le mode?).

A dire il vero, di primo acchito Paros ci era sembrata tutt'altro che sgradevole.
Siamo scesi dal traghetto e, prima di prendere la barchetta per Antiparos, ci siamo fatti un giro in paese.



Abbiamo fatto uno spuntino in un delizioso locale nei vicoletti, ci siamo lustrati gli occhi con qualche vetrina (Galissas è stupenda, ma davvero limitata alla sopravvivenza) e siamo saliti sulla nostra barca per Antiparos.

Beh, non che Antiparos sia brutta, proprio tutt'altro.


Campeggio grande ma ben gestito, che si affaccia su alcune delle spiagge più interessanti dell'isola. Per non parlare di questo ginepro secolare:



Spiagge di sabbia bianchissima con mare cristallino, in cui i bambini potevano divertirsi senza pericolo e Luca poteva fare snorkeling (e io potevo nuotare, leggere sotto l'ombra di un albero, passeggiare sul bagnasciuga).


Pur piccolo, il paese è vivace e pieno di cose interessanti: ristoranti, negozi di vario genere e di buon gusto, locali e un negozio di gioielli d'argento in cui ho lasciato il cuore.


Siamo rimasti in questo paradiso per 3 giorni pieni, 4 notti in tutto.
Il campeggio si è rivelato il più economico della vacanza, oltre ad essere il migliore in generale: abbiamo speso 64 euro per 4 notti, l'equivalente della nostra prima notte a Galissas.
Poi il mattino del quarto giorno ci siamo imbarcati prima sulla navetta per Paros e poi sul traghetto per Sifnos.