venerdì 3 ottobre 2014

Parliamo di cose serie


Va bene riflettere, meditare, intuire.
Ma son tutte cose che vengono meglio se si fanno andare le mani. Soprattutto se negli ultimi tempi lo stash dei filati è cresciuto nonostante i buoni propositi.
Il fatto è che a certe tentazioni si può resistere, ma anche no.
Per esempio: non mi ricordo esattamente quanto sono costati, ma se vi dicessi che i meravigliosi gomitoli della foto di apertura sono misto lino e cotone, artigianali, a un prezzo decisamente basso? E non li posso comprare ovunque, li vendono solo da Sogni di Lana a Levanto.
Che facevo? Glieli lasciavo lì? Eh no, non sono quel tipo di persona.
Quindi li ho presi con me, li ho portati a casa e penso che ci farò qualcosa di questo genere.


Poi capito per tutt'altre ragioni in una bottega del commercio equo. La ragazza, che mi conosce, senza alcun mio accenno mi dice che quest'anno arriveranno i gomitoli di alpaca, di tutti i colori. A 10 euro l'etto, pura alpaca equa e solidale.
Mi piazza in mano il link del catalogo e mi invita a contattarla per dirle cosa voglio e quanto ne voglio.
A mio onore va il fatto di essermi trattenuta: ho ordinato i miei 5 etti di verde felce e non mi sono fatta tentare né dal blu né dall'arancione. Nemmeno quando li ho potuti vedere e toccare dal vivo.
Penso di aver trovato il filato ideale per un mio vecchio amore.



E infine sono andata a Filo lungo filo, nell'incredibile Villaggio Leumann di Torino. La fiera delle tentazioni.
Ho provato un cappotto strepitoso, a soli 150 euro, e me ne sono stata buonina.
Ho toccato lana, seta, alpaca, mohair, lino, cotone. Ancora mi rimane nel cuore un mohair e soia stupendo.
Ho preso una matassa di seta non tinta, 13 euro per un etto. La tingerò di giallo curcuma e ci farò qualcosa di fighissimo per le sere estive.
E ho ceduto al fascino di due matasse di seta tinta col campeggio, 14 euro all'etto. Per "accontentare" la mia amica Antonia, che mi rimprovera di vestirmi troppo oversize, ho deciso di farci questo (ho mai detto che adoro i free Ravelry download?).

E, per finire in bellezza, è stato pubblicato un pattern che ho avuto la fortuna di testare quest'inverno, Lujanta di Valentina Cosciani.
Devo ammettere che, mentre lo lavoravo, non ne ero molto convinta: era troppo diverso da ciò che avevo fatto fino ad allora e dubitavo che mi potesse stare bene.
E invece si è rivelato un capo-jolly, di quelli che stanno bene con tutto e in tutte le occasioni.
Tanto che, prima o poi, mi sa che me lo rifaccio in cotone.



2 commenti:

  1. Io se riesco a farmi uno scialle/sciarpone con l'alpaca blu mi ritengo fortunata :P
    E magari è anche la volta buona che imparo a usare gli aghi circolari...

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  2. Io mi ritengo fortunata se riesco ad attaccare un bottone senza dover rifare l'operazione meno di 5 volte. :D

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