lunedì 11 marzo 2013

Musa's Box sotto la pioggia



Settimana stancante, un po' in salita. Però quante cose belle:
- scoprire di riuscire a rimediare ai miei sbagli (almeno a maglia...)
- i miei figli che dormono secchi secchi tutta la notte e si svegliano senza fare storie
- Altai di Wu Ming
- una mezza passeggiata in centro, rubando sguardi alle vetrine
- disturbare involontariamente un enorme stormo di fringuelli
- il tronchetto mele e albicocche sciroppate fatto in un momento di golosità frustrata
- trovarsi d'accordo con Luca sui fondamentali (stasera pizza da asporto)
- Amelia tutta contenta della gita al Bosco Grande (nonostante la pioggia, sigh!)
- i messaggi con amiche vicine e lontane
- un libro che mi sta risucchiando
- Ettore che mi racconta un brutto sogno e si riaddormenta tra me e Luca
- la Pinta, che ha un enorme bisogno di coccole
- la prima settimana dall'inizio dell'anno che riesco a passare interamente sul lavoro, senza malanni miei o altrui
- Luca che va a vedere Educazione Siberiana con un collega e la moglie, e tornano tutti e tre contenti
- finire il mio primo lavoro a maglia eseguito seguendo un pattern (questo)
- andare a vedere la nazionale di ritmica a Pavia, dire che son brave è riduttivo
- essere "costretta" da Ettore a fargli un maglioncino (e comprare la lana apposta, e anche il pattern, e tra poco gli aghi circolari giusti)
- il pesce, in tutte le salse e con tutti i gusti
- il profumo del radicchio cotto in acqua e aceto con le bacche di ginepro raccolte da Luca anni fa
- il nuovo bambino di un'amica, ben arrivato Pietro!
- le cince che giocano sui platani davanti a casa
- in tanta pioggia, un paio d'ore di sole
- il cheesecake del Peach Pit
- il tè caramello e rosa




venerdì 8 marzo 2013

È qui la festa?

Oggi mia figlia ha sentito alla radio l'espressione "la festa della donna". A parte che ha capito "la festa della nonna", mi ha chiesto dove si faceva la festa.
E io le ho spiegato, bla bla bla.
Già, a lei deve sembrare tutto un bla bla bla: nella famiglia in cui vive, nulla è "da femmina" o "da maschio". La sua bisnonna è stata una vedova di guerra senza pensioni, che nel secondo matrimonio ha gestito oculatamente l'attività di mio nonno, facendolo passare da diseredato a piccolo commerciante. Sua nonna materna si è diplomata all'Itis e, se c'è da piantare un chiodo, lo fa lei. Sua madre lavorerà pure a maglia da qualche mese, ma si divide equamente la gestione di casa e famiglia con il papà (anzi, se dovessi proprio dire la verità, ultimamente la casa pesa un po' più su di lui), oltre a lavorare.
Ma, a distanza di un muro, c'è invece una famiglia altrettanto felice e unita, ma in cui la madre non lavora ed è convinta della bontà della regola per cui una donna vale mezzo uomo (dove mia nonna avrebbe sostenuto il contrario).
E là fuori c'è tutto un mondo di gente che crede di poter possedere le donne come si possiede un'auto, di poter dire alle donne cosa devono fare, di poter persino stabilire per le donne che sentimenti è giusto provare.
Lo so che forse lei è più avvantaggiata di altre: lei in quel mondo ci andrà con il bagaglio di tre generazioni di donne libere, con la consapevolezza innata di ciò che è giusto aspettarsi.
Ma il solo fatto che sia ancora necessaria una festa della donna mi stringe il cuore. Meno male che mi piacciono le mimose.

lunedì 4 marzo 2013

Musa's Box del lazzaretto

La settimana è stata in salita: stanchezza accumulata, figli malati, tempo grigio.
Ma consoliamoci con le cose belle:
- capirci qualcosa in un pattern, almeno per quanto riguarda l'inizio
- la golosa comodità degli affettati, soprattutto se abbinati a pane e salse fatti in casa
- avere conferma di quanto la capacità di delegare, che mi è innata, mi abbia semplificato la vita in passato e continui a farlo tuttora
- organizzare un incontro con una persona che conosco quasi solo online e che mi piace un sacco
- essere a lavorare, sapendo che Ettore è a casa malato ma c'è Luca con lui (così magari si riposa un po')
- le fusa
- portare delle scarpe comode come ciabatte ma molto molto belline
- il mio scialle homemade, che tiene un caldo meraviglioso
- il tè e le tisane, rimedi sovrani per il corpo e l'anima
- una chiacchierata con un'amica (ma cavolo, non abbiamo parlato di Parigi!)
- le costate della mia cascina, con la salsa di rafano
- un giro in centro con la mia mamma
- la pizza di Luca
- Educazione siberiana
- scoprire un sushi da asporto più comodo di quello dove andiamo di solito e molto molto buono
- il sole, anche se siamo chiusi in casa coi figli malati
- fare una cosa un po' fricchettona ma, spero, utile per gli uccellini e i loro nidi
- il primo pomeriggio in cui ho annusato la possibilità di girare solo con la felpa



venerdì 1 marzo 2013

La stirpe dei tigrati


I miei gatti sono proprio belli. Lo sono sempre stati, a parte Orsino: lui invece era il gatto più brutto che abbia mai visto, senza orecchie poi era inguardabile.
Per un lungo periodo ho sempre parlato di gatte, perché le mie erano tutte femmine. Per un lungo periodo, dal 2007 al 2012, le mie quattro gatte sono state Bianca, Bigia, Pinta e Quarta.
Quest'estate abbiamo temuto di aver perso la Quarta, salvo poi scoprire che ama le vacanze lunghe. Quest'autunno abbiamo perso davvero la Bigia, chissà che cosa le è successo. Magari le stavano antipatici i nostri nuovi acquisti, Rachel e il suo amichetto di cortile, unico maschio felino in quasi 7 anni a entrare legittimamente in casa nostra (perché le invasioni abusive non contano).


L'altro giorno ho pubblicato su FB le foto dei miei tigrati: Quarta, Rachel e il Quarto (che ha acquisito questo nome tipo un giorno prima che la Quarta tornasse a casa). Sembrano parenti, e invece sono arrivati da chissà quali posti diversi per convergere su casa mia.
E mi viene in mente un'immagine del mio passato. Amelia era piccola e la stavamo portando al Trebbia, a San Salvatore. Per scendere al fiume, si passa in mezzo a un piccolo gruppo di case, non un vero paese ma un luogo a cui gli abitanti sono molto legati.
C'era questo signore, che parlava in stretto dialetto piacentino e che ci aveva fatto i complimenti per la bambina. E c'erano tanti gatti, tutti tigrati, in varie sfumature e con varie lunghezze di pelo, di tutte le età.
Allontanandoci da San Salvatore, nella luce del sole un po' calante, abbiamo visto questo signore anziano, solo, seduto su una sedia traballante e circondato da tutti questi gatti, che si aspettavano cibo e carezze. Saranno stati una ventina, tutti radunati intorno a lui e lui beato in mezzo a loro.
Oggi quel signore non c'è più, non so se sia morto o se sia stato portato in una casa di cura. E i gatti di San Salvatore sono pochi e malmessi. Quella poesia non tornerà più.
Posso solo sperare che forse un pochino ne sia passata in casa mia.


martedì 26 febbraio 2013

Musa's Box post elezioni

OK, mi è passata. La tentazione di buttare giù alberi a testate, intendo. Rabbia e delusione no. Ma mi passerà, oppure convincerò mio marito a cambiare continente e probabilmente emisfero.
Nonostante le condizioni in cui versa la cosa pubblica, il mio privato trabocca di cose belle:
- Luca che mi chiama a casa per sapere come sto
- Ettore che, pur bloccato sul water dal cagotto, fa di necessità virtù imparando a scegliere i video su YouTube
- finire il corpino del mio primo maglione
- finire il terzo libro di Sholeh Zard, che si intitolerà Nidhal, e vedere il dispiacere sulla faccia di mio marito, "è già finito?"
- Wall-E
- la Tribal and Bellydance Academy, che spettacolo!
- seguire i consigli delle amiche e farsi un giro al Centro della Lana (la recensione è negativa, ma la mia esperienza è completamente diversa: sono stata seguita con disponibilità e gentilezza)
- una cena meravigliosa, che è valsa mille volte la pena del sonno arretrato, con 3 donne fantastiche
- la mia famiglia, ché saremo anche dei cialtroni ma ci vogliamo un sacco di bene
- scoprire di aver spacciato quello che potrebbe tranquillamente passare per un Bengal cat (ed è il fratello della Rachel, che invece ha dentro sicuramente il norvegese)
- fare un regalo ad Amelia, dando un passaggio fin in teatro a Illan Riviere
- rivedere la mia adorata Francesca Gigante, farmi raccontare i successi recenti e complottare per il futuro
- tricottare vedendo la luce in fondo al tunnel
- scoprire che il mio inglese non è poi così arrugginito, anche quando esco dalle solite informazioni sui corsi di laurea
- il sole, dopo tanto grigio
- riuscire a passare in biblioteca, ritirare un sacco di libri e progettare un'uscita al cinema
- rimediare a una cazzata in modo creativo
- trovare in biblioteca due DVD di Peppa Pig, così i figli si staccano da YouTube
- progettare un incontro con una persona molto interessante
- lasciarmi arruolare da mia madre in un giro al mare
- il papa con la maschera di ferro
- i giaguari smacchiati male
- sparare cazzate su FB con le amiche, è più consolante del cioccolato




Febbraio andiamo, è tempo di migrare

Eccerto che non c'è la Musa's Box: persino dopo il weekend meraviglioso che ho passato, non sono granché dell'umore per elencare cose belle. Soprattutto, non capisco: non mi sembra di essere una brutta persona, ho una famiglia stupenda, conosco tante e tante persone incredibili, molte di più degli stronzi, e vivo in un Paese di merda. In cui la massima incarnazione del rinnovamento politico è un vecchio comico spompato, perdipiù antipatico come un'emorroide.
Se sono stati votati, ce li meritiamo.
Dicono che alla prossima andrà meglio. Che si imparerà da questa batosta, in cui ci si è fatti battere da un morto vivente e da una formazione neonata. Io non vorrei più essere qui, la prossima volta.
Dove, non so. Probabilmente non riuscirò a convincere mio marito, e resterò infognata qui finché la merda non tracimerà. Ma non aveva già tracimato?

PS: con tutto il fatto che non sono sicura di aver votato il meglio, ma abbastanza fiduciosa di aver votato il meno peggio. E no, non penso che B. sia il male: penso solo che, rivotandolo, abbiamo completamente perso tutto il credito recuperato all'estero, e ora son cazzi nostri.

lunedì 18 febbraio 2013

Musa's Box del Carnevale Ambrosiano


- dopo giornate splendide, la neve. Tanta. Echisse per il lavoro, l'università non crollerà per due giorni di assenza.
- cominciare una manica, e contare
- Ravelry, con tutte le sue tentazioni
- aprire un blog che vuole essere il mio taccuino di maglia online, dal momento che uno cartaceo lo perderei subito
- riprendere una vecchia abitudine, in modo più personale e produttivo di qualche mese fa
- il radicchio marinato, o anche solo cotto in acqua e aceto con bacche di ginepro
- la mia famiglia, che mi consola di ogni cosa succeda sul lavoro
- vedere un signore anziano contento come un bambino, grazie al mio lavoro
- il sole dopo la neve
- la tisana rilassante di Isabella, anche come decotto
- Bianca che fa le fusa e la pasta come un gattino
- finire un bel libro e avere voglia di leggere il seguito
- fare due chiacchiere con un'amica mentre i figli sono a ginnastica
- leggere Dampyr a letto, dopo una lunga giornata
- riuscire ad andare finalmente in biblioteca (e dimenticarsi i ricordini per Grazia, fail!)
- comprare in saldissimo due paia di birkenstock e un paio di scarponcini carini e comodi


- farsi tentare dai mille colori della lana
- cenare in coppia al giapponese, con tutto quello che ne consegue
- imparare a gestire due filati di colori e pesi diversi
- farsi disegnare una piantina approssimativa della casa del polacco, e cominciare a fare progetti, e smaniare per poter misurare bene gli ambienti (il mio regno per un metro!)
- scrivere, quando ho la giusta pace mentale, e divertircisi per una mattina intera
- il risotto col radicchio e il gorgonzola
- Amelia agitata e contenta alla sua prima gara
- conoscere Mammamsterdam, e trovarla simpatica, arguta e generosa come traspare dal suo blog
- un'intera giornata passata a oziare con i miei bambini
- contare i giorni che mi separano dalla fine di febbraio



martedì 12 febbraio 2013

Aria di cambiamenti

Ieri, con i bambini, abbiamo ripreso una pratica che avevamo abbandonato più o meno dal mio incidente stradale: il rituale pagano con cui invochiamo e ringraziamo gli elementi e facciamo una piccola visualizzazione guidata.
L'abbiamo reso un po' diverso, più vicino al nostro sentire e alle loro capacità di concentrazione. Non scendo nei dettagli, ma il mio scopo non è rendere pagani i miei figli: non lo sono neppure io. Il mio scopo è dar loro un momento di riflessione spirituale che possa avere anche lo stesso appeal estetico dei rituali religiosi: le candele, l'incenso, gli oggetti simbolici, il buio e il raccoglimento.
In questo, mi sono stati di grande aiuto i tarocchi regalatimi da Isabella, che hanno svolto un po' la funzione di story cubes: ognuno di noi ne ha tirato fuori uno dal mazzo ed io ho inventato lì per lì una visualizzazione che tutti hanno seguito. Perché io? Perché è il mio talento, è la cosa che mi viene meglio.
Ieri il mio elemento era l'aria. Anche in questo, non mi interessa l'aspetto mistico/esoterico: usiamo il momento delle invocazioni per ricordare l'apporto di ogni elemento nelle nostre vite.
Di solito l'aria non è il mio elemento preferito: la trovo indispensabile ma incostante, destabilizzante. Invece ieri, complici anche alcuni discorsi fatti con Luca, mi sono soffermata a lungo sulle sue qualità. Soprattutto sul vento che porta il cambiamento.
Forse perché si respira questo clima sul lavoro. Ancora di più perché la lettera di dimissioni che aspettavamo è arrivata e tra poco si dovrebbe liberare la casa del polacco, che puntiamo da anni.
E quindi ci aspettano decisioni, attese, lavori, traslochi. Se non salta fuori qualche brutta novità, lasceremo una casa calda e piena di noi, dove siamo stati molto felici ma anche un po' tristi per più di 9 anni, e andremo in una casa difficile da riscaldare, isolata e tutta sulle nostre spalle.
La scelta è nostra, non ci obbliga nessuno. Se decideremo di andarci, sarà perché il posto è incantevole, perché ci sarà un giardino tutto nostro, perché ci sarà spazio in più, perché i benefici supereranno le difficoltà.
Però ora ho un po' paura. I cambiamenti ne fanno sempre.

lunedì 11 febbraio 2013

Musa's Box di Carnevale


- pizza e torta per il compleanno di Ettore
- Ettore entusiasta dei suoi regali, in particolare degli Story Cubes azzurri
- il post-trasferta: caricare video, mandare mail, raccontare a chi non c'era
- il sole anche da noi, non solo a Roma
- organizzare nuove trasferte
- un esperimento di tintura ben riuscito, che mi ha permesso di trasformare una noiosa lana bianca e grigia in un'esplosione di rosso
- finalmente riuscire a mettere lo Stronghold ai gatti senza morti né feriti (soprattutto tra gli umani)
- gli sfarsò di mia zia
- cucinare con Luca (magari le altre preferiscono cucinare con Alessandro Borghese, ma io non ho la TV...)
- concludere felicemente un filone narrativo
- una prova di Tricotthè con Cristina e Giada
- il tortino radicchio e carciofi
- finire lo scaldacollo per Amelia, imparando oltretutto una cosa nuova
- una serata tra amiche, riscaldate dall'Irish coffee
- fare colazione al Peach Pit con due favolosi cheesecake
- trovare due pezzi di Galbiati dal rigattiere per 5 euro totali (è una lunga storia: collezione di famiglia)
- passare un sabato mattina con Luca
- la lezione della Pedretti, questo mese Tosca e ATS
- il dopolezione, a parlar di sesso (ettipareva...)
- un regalino inaspettato
- le coccole con Bianca, Pinta e Quarta
- scoprire che posso vantare tra le mie amiche un'orientalista, un'egittologa e un'esperta di preistoria
- vedersi recapitare un bellissimo letto gratis, insieme a un vassoio di bugie
- inventare uno scaldacollo dal sapore vittoriano/steampunk
- svegliarsi presto per scrivere
- ascoltare buona musica
- spulciare una vecchia enciclopedia della maglia e trovare, tra gli improponibili modelli anni '80, qualcosa di fattibile
- fare colazione con un chai latte inventato sul momento con il tè Sholeh Zard della Nave delle Spezie, vaniglia e un tocchettino di zenzero fresco
- un lunedì di ferie sotto la neve
- augurare buona fortuna a un'amica che debutta e morire di curiosità aspettando i suoi racconti su com'è andata. E, nel frattempo, godersi questo video, in cui la compagnia presenta il nuovo spettacolo
- il rafano!!!!

lunedì 4 febbraio 2013

Musa's Box alla romana


Un po' in ritardo e un po' frastornata, con la testa ancora piena di cose e situazioni belle, ecco la mia lista della settimana:
- Cthulha (questa mi sa che la capiamo solo Sybille ed io) e questa intervista di Zerocalcare
- giocare a story cubes con Ettore, e lui che riesce persino a fare una storia con uno scarafaggio come protagonista
- rendermi conto che la Pinta ha i miei stessi bioritmi: incazzosa al mattino
- insegnare a un'amica la raffinata arte degli aumenti e delle diminuzioni
- i complimenti della mia meravigliosa veterinaria
- organizzarsi per un esperimento di tintura della lana, seguendo le indicazioni di un vecchio post di Claudia
- finire lo scialle marrone
- una chiacchierata troppo breve con un'amica che non vedevo da troppo tempo
- svegliarsi alle 5 del mattino per esasperazione (Ettore nel letto + Pinta su di me) e trovare una bellissima sorpresa da parte di un'amica lontana
- le mail che mi chiedono informazioni sugli eventi romani
- lo stupendissimissimo booktrailer di Sholeh Zard
- le mandorle speziate
- la fascia oraria delle Bermude
- Luca che dona il sangue e quindi passa il venerdì pomeriggio a casa con me e i bambini (e segue i compiti di Amelia)
- Italo, e giuro che non mi hanno pagato per fargli pubblicità (però se mi offrissero i biglietti della prossima trasferta romana non mi offendo)
- rivedere la mia amica Isabella
- una carbonara made in Rome, e la ricotta in crosta da urlo!
- la presentazione nell'erboristeria dove lavora Isabella, affollata nonostante il diluvio universale
- una serata sushi con Isabella e Piattini
- lo sholehzard e la stupenda cucina iraniana della Taberna Persiana
- le risate per la dizione del navigatore di YeniBelqis
- le amiche che vengono fin in capo al mondo per la mia presentazione
- la danza di Sira e Isabella, meravigliosa
- i dolcetti e il tè
- una serata tricot con partita di calcio in sottofondo
- la pesantissima coperta tunisina, epic win!
- una strusciata da parte di Clara, la gatta più riservata del mondo
- il sole a Roma e a casa
- riabbracciare la mia famiglia
- Amelia che "disegna" la copertina del mio prossimo libro (ma mi spiace, ne ha da fare di strada prima di eguagliare Sybille)
- gli interminabili regali da tirare fuori dalla valigia
- i reciproci racconti del weekend
- il metano, in casa e in auto