domenica 7 giugno 2009

Troppo facile

Stamattina ho preso, oltre al mio solito Dampyr, una rosa eterogenea di fumetti. Così, giusto per farmi la bocca su qualcosa di nuovo. Tra questi, anche il primo albo di una miniserie di 4, tratto dalle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi.
L'idea sarebbe quella di trarre un fumetto dalla figura di Nihal, approfondendo l'approccio a 4 sentimenti: paura, rabbia, passione e disperazione.
Mi dispiace dirlo, perché stimo Licia Troisi e lo staff che ha collaborato al progetto, ma mi sembra un modo un po' "facile" per sfruttare l'onda del successo. E magari attirare quel pubblico di ragazzini che, non leggendo libri "veri", può essere accalappiata tramite fumetto (dai disegni spettacolari, a dire il vero, soprattutto nella parte non manga).
Oddio, secondo me (e non solo) ogni mezzo è lecito e benvenuto per guadagnare alla lettura le nuove generazioni. Ma questa mi pare un'operazione un po' stanca: che senso ha ravanare nelle emozioni di Nihal, all'interno di una storia che tutti conosciamo e sappiamo come andrà a finire? Recchioni a sceneggiare questo fumetto è sprecato.
So di non essere in target, né di essere improvvisamente diventata un'esperta di fumetti o di fantasy. Ma vi dico che cosa sarebbe piaciuto a me.
Mi sarebbe piaciuto sapere della vita di Nihal e Sennar nelle terre degli Elfi. Di come hanno potuto mettere al mondo e crescere un bambino senza snaturarsi: lei guerriera testa calda e lui mago e freddo razionale. Mi sarebbe piaciuto che Nihal fosse una madre avventurosa ma innamorata della sua famiglia, come la mia Viola ma molto più gnocca. Mi sarebbe piaciuto almeno sentir parlare in modo vero di sentimenti veri, non di cazzate come "devi abbracciare la tua paura" o cose di questo genere.
Ma posso perdonare Licia Troisi, perché mi risulta che sia giovane e senza figli. Non per fare quella che i figli ti rendono un essere superiore (superiore ai protozoi, al massimo), ma anch'io, prima di mettere al mondo i miei, infondevo nelle mie storie una minore ricchezza di toni. Diventare madre scatena una tempesta di sentimenti, spesso tutti in contraddizione fra loro, che per una narratrice diventano spunti e suggestioni da raccogliere a piene mani, per usarli quando sarà riuscita a sopravvivere al turbine dei primi anni dei figli.
Non perdono le case editrici (di fumetti e non), che mi ignorano come target. Mi confinano in uno stereotipo desueto, quello della casalinga (o quasi) senza altro interesse che fregare il pavimento. Ora, a parte che se gli strateghi delle case editrici vedessero il mio pavimento scapperebbero urlando, penso che questo stereotipo sia pericoloso. Per il mercato dei fumetti.
Dicono: le donne oltre i 30 non leggono fumetti. Ah sì? E chi comprava Dylan Dog negli anni 90? Se le donne oltre i 30 non leggono fumetti, miei cari editori, la colpa è solo vostra, che non avete saputo portarvi dietro il vostro pubblico. Ovvio che le storie di DD alla lunga stancano, ci vorrebbe un prodotto nuovo e più vicino ai nuovi interessi delle persone che siamo diventate.
Io la soluzione l'avrei: Viola. Viola è una donna in cui la maggior parte di noi vorrebbe identificarsi. Ha un lavoro soddisfacente (ah, l'imprenditoria femminile!), una bella famiglia ma non da cartolina, un sacco di casini di cui deve tirare le fila e un passato un po' troppo invadente. Le sue storie non appartengono a un solo genere, quindi si evita il più possibile la ripetitività. Per chi volesse rifarsi gli occhi, ha una spalla molto affascinante, che però ogni tanto, invece di facilitarle la vita, gliela ingarbuglia come se fosse un terzo figlio.
Ha un difetto solo, grosso: la sua autrice è ancora nuovissima del genere, e deve farsi le ossa. Ma è una ragazza tutto sommato sveglia, ama tantissimo imparare cose nuove e assorbe come una spugna. OK, è una mamma. Ma vi giuro che in tutta la serie non vi farà mai vedere un pannolino. Già ne vede troppi nella vita reale.

1 commento:

  1. Ciao, ti leggo da molto (già dal Mignolo col Prof) e seguo con molto interesse le tue riflessioni qui sul nuovo blog, anche se non ho mai commentato. Però quando parli di fumetto ogni tanto saltano fuori nomi a me conosciuti e quindi ora esco dal lurking segnalandoti il blog di un amico, sceneggiatore di fumetti ma non solo, che forse può interessarti. Lo trovi cercando il titolo "Meno seghe più saghe" su google. Magari lo conosci già, dato che se non sbaglio è amico del tuo maestro Cajelli :-)

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