lunedì 17 dicembre 2012

Musa's Box sotto la neve

Anche stavolta la lista è lunga, nonostante la settimana sia stata un po' movimentata
- sferruzzare la mia nuova lana marrone (rosicando un po' per non aver preso anche il color prugna)
- prendere un tè con un'amica e guardare insieme foto e video della presentazione di venerdì
- sdrammatizzare una situazione antipatica, ridendo con Luca
- le mie veterinarie, che vorrei curassero anche gli umani (e per me già vederle all'opera è terapeutico)
- i miei nuovi tè, tutti!
- nuove, entusiaste recensioni di Sholeh Zard
- la mia rubrica di fumetti su Zebuk
- fare shopping sul catalogo di Bao Publishing
- una cena tra amiche, e pazienza se lo scopo per cui era stata indetta è passato in secondo piano ;-)
- tramare per far avere a un'amica un regalo fichissimo
- fare progetti per presentazioni e performance
- la promessa delle vampire thailandesi (questa la capiamo in poche, ma buone)
- la Tata che ha passato la revisione
- la prospettiva di una nuova collega, in gamba e piacevole
- il lusso di fregarsene, chiudere la porta di casa e lasciar fuori le incazzature, crogiolandomi nel calore della mia casa e soprattutto della mia famiglia
- la neve, quella seria, in un giorno in cui posso permettermi di restare a casa con i miei bambini
- spadellare senza fretta e fare la torta di mele
- provare a fare il tè indiano: bbbono!
- rilassarsi fino ad annoiarsi
- scrivere e ridere di ciò che ho scritto, e poi ridere ancora leggendolo a Luca
- i miei bambini che giocano come se non ci fosse un domani
- il bellissimo spettacolo Sensation Seeker, con Francesca Pedretti e De Nova Luce, Alessandra Centonze e la Compagnia Odakini, Victoria Ivanova e Francesca Russo
- Amelia entusiasta del suddetto spettacolo
- Ettore addormentato con la sua volpina di pezza in mano, e che si risveglia soltanto durante l'intervallo
- vedere un'amica che non riesco a frequentare quanto vorrei
- provare una nuova ricetta per il plumcake
- passare la mattina con Luca
- guardare il primo episodio di Dexter quarta stagione
- rileggere un romanzo letto 15 anni fa
- progettare di corrompere una persona per indurla a leggere brani di Sholeh Zard in una performance che sta lentamente prendendo forma
- la musica fichissima che verrà usata nel booktrailer di Sholeh Zard
- contare i giorni che mi separano dalle ferie di Natale
- un bellissimo giro nel bosco innevato
- preparare pacchetti per le amiche lontane
- le scaloppe di storione (e l'altro chilo e mezzo che mi aspetta stasera)
- ricevere una telefonata di ringraziamento e auguri inaspettata
Ringrazio come sempre Euforilla, che ha lanciato la moda di questo esercizio fricchettone che fa tanto bene al cuore!




giovedì 13 dicembre 2012

Coccolatemi

Oggi ho bisogno di coccole. È stato un giorno tutto sommato buono: Zebuk ha pubblicato una bellissima recensione di Sholeh Zard e ho ricevuto notizie interessanti per il lavoro. Eppure è bastato un piccolo scazzo per rovinarmi la festa, forse perché questo piccolo scazzo nasconde tutto un modo di pensare che speravo tramontato. E che invece, evidentemente, è vivo e vegeto, se qualcuno pensa di essere divertente scherzando su certe cose, e si offende pure se non stai allo scherzo.
È una cosa piccolissima, che non mi tocca nemmeno in prima persona. Però insomma, mi turba. Più di tutto, mi turba pensare che venga da una madre come me, i cui figli non vedranno niente di male in certi scherzi.
E mi scoccia pensare che il tutto nasca da un abbigliamento non curato e da un aspetto un po' troppo nature per certi gusti. Come se fossimo femmine solo se indossiamo i tacchi e ci trucchiamo. Come se ci fosse un modo giusto e uno sbagliato di essere femmine.

martedì 11 dicembre 2012

Farcela

C'è gente che non ce la fa.
Io per esempio non ce la faccio ad aspettare Natale: non vedo l'ora che arrivi il 21 dicembre ore 12 per tuffarmi in quell'atmosfera full time con i miei bambini (e finalmente dedicarmi al terzo libro, di cui finora sono riuscita a scrivere 4 pagine).
Luca non sa se ce la farà a fare delle ferie serene, dal momento che uno dei suoi colleghi ha problemi di salute non trascurabili e di non immediata risoluzione. Spero che l'azienda capisca e trovi una soluzione, altrimenti, con i ritmi di queste settimane (il suo collega manca già da 3 settimane), il caseificio rischierà di avere due persone con problemi di salute non trascurabili.
E poi c'è tutta quella pletora di gente che non ce la fa in altro senso. Che non ce la fa a guardare più in là del proprio naso. Non ce la fa ad essere gentile a prescindere. Non ce la fa a capire che non è mors tua vita mea, e non è che se mi ferisci tu sei più nel giusto. Non ce la fa a mettersi nei panni degli altri, e vive con la scusa del non rendersi conto.
Per fortuna non sono molti e, se proprio non te li trovi sul lavoro, basta evitarli. Se ce la fai.

lunedì 10 dicembre 2012

Musa's Box del Patrono

Anche questa settimana, la lista delle cose belle è infinita. Adesso che me le segno man mano, mi sembra che siano sempre di più:
- un giro nel bosco con Luca, in una pausa pranzo feriale, con i panini al formaggio e un sole splendido
- la Quarta che mi fa il pelomassaggio e mi dà le testatine
- un'ottima cena thai, preceduta da shopping selvaggio di spezie
- Amelia che cerca di farsi capire da un musicista scozzese
- ritrovare uno stand che credevo non sarebbe più ricomparso all'Artigiano in Fiera (no, non è quello dei tamburi ungheresi, ma non si può avere tutto)
- un'alba spettacolare, con i toni del rosso e del grigio che si intrecciano tra le nuvole
- quando Luca mi sorprende
- un mezzo pomeriggio passato a produrre mandorle e pistacchi speziati
- ridere tantissimo con Ettore, che vuole impedirmi di commentare su FB
- il mio nuovo ombretto Neve Cosmetics color erba
- indossare il mio bellissimo vestito Desigual, abbinato alla collana creata da Euforilla
- scegliere le spezie più gustose per le mandorle della presentazione
- essere sorpresa dalla partecipazione di alcune persone, che non credevo poi così interessate e che mi hanno commossa
- i messaggi e le chiamate di chi non ha potuto partecipare
- ridere ed emozionarmi sentendo leggere le mie stesse parole da Marco (grazie!)
- il vestito fighissimo della mia amica Grazia, e le risate che mi sono fatta leggendo che mi chiedeva il "permesso" di metterlo (Grazia, non ho riso della tua delicatezza, ma non ho potuto trattenermi all'idea di quanta figaggine ci sarebbe stata in biblioteca quella sera)
- le mie amiche Cristina ed Anna, che mi hanno aiutata col tè e le mandorle
- la prospettiva di nuove presentazioni, vicine e lontane
- la presentazione, punto, e chi c'era lo sa :-)
- i miei bambini addormentati sul tappeto della zona bimbi
- una passeggiata nella neve, con il sole, insieme a Ettore
- giocare a SuperFarmer con grandi e piccini
- il merluzzo al forno con le patate
- l'ennesima torta di compleanno di Amelia
- Amelia che gioca a truccarsi
- coccolare Amelia stanca e infreddolita a fine giornata
- una giornata di shopping con le amiche, con i suoi frutti: gli addobbi tribal dell'albero di Natale, una nuova felpa da Chapati, 4 tipi di tè profumati, i biscotti olandesi, 10 gomitoli di lana che chissà...
- riconciliarmi con mia madre davanti a una torta pere e cioccolato (sono una venduta, lo so!)
- ricapitolare gli acquisti con i miei bambini, che hanno passato la giornata con i miei
- Quarta che da una settimana è con noi e speriamo ci resti almeno tutto l'inverno
- l'arrivo dei tè di Acilia
- una cena insieme a Luca, a base di tè e biscotti olandesi (presi insieme a una bellissima scatolina di latta, che è già stata riempita di tè)
- il sole all'alba, enorme e rosso, in un cielo gelido ma limpidissimo
- sapere che certe amiche lavorano costantemente per la mia felicità, anche all'una di notte (questa mi sa che la capiamo solo io e l'interessata, ma colgo l'occasione per dirti grazie!)
Certo, i malumori non sono mancati: per Amelia che ha dovuto prendere l'antibiotico, per il mal di testa fulminante di Luca, per la neve che ha impedito a molti di venire alla presentazione. Ma, a rileggere questa lista, mi sembrano così insignificanti...


giovedì 6 dicembre 2012

Ansia da prestazione

Lo so che domani a Motta saremo tra amici. E che, tra un brano e l'altro, chiacchiereremo, berremo tè e mangeremo dolcetti.
Però sarà la neve annunciata (e speriamo evitata), sarà che ci tengo davvero, oggi non riesco a concentrarmi. Inizio un lavoro, mi lascio distrarre subito da altro, ne inizio un altro lasciando il primo a metà. Mi ricordo questo e quello, a tratti. Non sono certo concentrata.
Sarà ansia da prestazione? Non lo so.
So solo che oggi pomeriggio io e i fornelli diventeremo una cosa sola, per produrre una quantità di mandorle e pistacchi speziati. E domani non vedo l'ora di abbracciarvi tutti, quelli che ci saranno di persona e quelli che non potranno.

lunedì 3 dicembre 2012

Musa's Box

Ommioddio, stilare un elenco delle cose più belle di questa settimana sarà davvero un'impresa titanica!
Con ordine (ma anche no):
- Riuscire a portare la mia amica Chiara, seppure con qualche piccolo incidente, allo swap party e guadagnarci 3 maglioni, 3 magliette e un paio di pantaloni
- Complottare con le amiche per decidere il regalo di compleanno per un'amica comune e innamorarsi di una serie di oggetti visti su Etsy
- Fare le prime prove di lettura per la presentazione di Sholeh Zard di venerdì 7
- Godersi le serate in famiglia, tutti vicini e tutti sereni
- Rendere felice un'amica con un regalo che solo io posso farle
- Ispirare idee imprenditoriali ad amiche molto diverse tra loro
- Fare shopping di giochi e giocattoli in vista del compleanno di Amelia ma soprattutto del Natale
- Sentire Amelia che legge per Ettore un libro di favole
- Ricevere un vassoio di dolci come premio del mio impegno umano sul lavoro
- Essere intervistata alla radio!
- Ricevere un nuovo mazzo di tarocchi da un'amica
- Sfornare una focaccia fatta in quattro e quattr'otto, da leccarsi i baffi
- Vedere che la presentazione che hai contribuito a organizzare è andata benissimo, oltre le tue più rosee aspettative
- La mia collana bellissima, di Refugee Scart!
- La Quarta che torna dopo quasi due mesi e ci fa tonnellate di fusa
- Passare quasi 3 giorni a contatto con due amiche lontane e scoprirsi affiatate come se avessimo sempre abitato nella stessa strada
- Festeggiare Amelia a colazione, senza grandi pretese, e poi scoprire che anche gli amici ci avevano pensato e le avevano fatto regali bellissimi
- Festeggiare una cara amica per i suoi 40 anni, insieme a tutto il Norditalia
- Una veranda stupenda, in una casa bellissima, in cui prima ho coccolato il mio bambino e poi ho chiacchierato con le amiche finché quasi non cascavamo addormentate
- La sensazione che, anche se stessimo insieme per una settimana, non sarebbe comunque abbastanza (ma a quel punto gli uomini si coalizzerebbero contro di noi, mi sa)
- Scoprire un Monferrato bellissimo e insolito, brumoso e colorato
- Conoscere persone nuove e piacevolissime, non mi stancherei mai
- Fare colazione con le brioches appena sfornate
- Portare le mie amiche sulla strada della perdizione
- Assistere con i miei bambini a un concerto di omoni scozzesi
- Scoprire una cosa brutta, che mi fa incazzare da morire, ma avere in quel momento il supporto delle mie amiche accanto
- Pensare che mia figlia, nonostante tutti i culi che le tiro, è davvero una bella persona, e vedere che gli altri lo manifestano con frequenza maggiore rispetto a me
- Avere la conferma che Luca è veramente un uomo speciale, con cui divertirmi e a cui appoggiarmi. E soprattutto è uno scaldapiedi d'eccezione
- Sapere che la mia vita è piena di amore e di bellezza, mi sento così fortunata!
Penso di essermi scordata almeno il 50% delle cose belle di questa settimana, che è stata bella e si è chiusa in modo davvero straordinario.
Questo esercizio settimanale, che all'inizio mi sembrava un po' troppo fricchettone, mi sta davvero aiutando a capire quante cose belle ci sono nella mia vita, è un privilegio immenso poterne godere.
Ovvio che non sono una santa, gli umori neri ci saranno sempre. Ma sapere che non sono fondati, che sono solo attimi e ormoni, è un enorme sollievo.

sabato 1 dicembre 2012

Letture di novembre

Space Opera: Saga di Brian K. Vaughn e Fiona Staples. L'ho voluto dal primo giorno in cui Bao ha annunciato che l'avrebbe pubblicato. E avevo ragione, cazzo. L'unico mio timore, avvicinandomi alla fine di questo primo volume, era che finisse in qualche modo atroce, con un cliffhanger strappacuore. E invece il cliffhanger c'è, ma mi fa venire da sorridere ogni volta che ci penso.
Manga tribal: I giorni della sposa di Kaoru Mori. Regalo di PianoBi, graditissimo. Ho letto i primi 3 volumi, quelli pubblicati in Italia. Gradevoli, disegni da urlo nonostante l'estetica manga non sia proprio la mia. Ora che sono assuefatta, non mi resta che aspettare le prossime uscite.
Paranormal romance: La cacciatrice della notte di Jeaniene Frost. Dev'essere un vizio delle cacciatrici di vampiri: da pudica a puttana nel giro di 2 capitoli netti. Avevamo già visto una cosa del genere in Anita Blake, partita con l'idea di "conservarsi" per il matrimonio e ora impegnata con una quantità imprecisata di maschi di varie specie. Cat si contiene: si limita a fare sesso selvaggio con un solo fighissimo vampiro. Tra una scopata e l'altra, lui le insegna l'arte di piantar paletti (e giuro che in questo caso non è un doppio senso). Uno svuotacervello che si fa leggere, ma dovete promettermi che la mamma di Cat morirà entro il prossimo libro. Di morte lunga e dolorosa, sennò ci penso io.
Distopia, amore e poteri speciali: Schegge di me di Tahereh Mafi. La storia è sicuramente interessante e raccontata bene: la "buona" che si crede un mostro, il "buono" che la vuole salvare, il "cattivo" che però forse non ha poi tutti i torti. L'unica pecca, che ho riscontrato anche in altri romanzi Young Adult, è la gestione dei genitori. Se anche mia figlia fosse capace di uccidere o far star male le persone col suo tocco, troverei un modo per essere un genitore decente, per darle affetto, per non farla sentire troppo diversa: dopotutto basta un po' di latex, diomio. Tutti questi genitori che non vedono l'ora di sbarazzarsi dei figli "speciali" non sono credibili, neanche nell'ottica di un lungo logoramento di nervi. Orrenda la copertina, come il 90% delle copertine di libri YA.
Distopia, amore e poteri speciali 2: Destroy me di Tahereh Mafi. E non ce l'ho, fatta, ho preso il seguito in formato Kindle. E vorrei indietro i miei soldi: si può spacciare per seguito i deliri amorosi del cattivo? Sotto un certo aspetto, geniale. E coraggioso: se facessi una cosa del genere, io vivrei nel terrore di trovarmi qualcuno sotto casa, con una mazza da baseball in mano.
Doppioni apparenti: Jenny Pox di J.L. Bryan. La storia di come sono arrivata a questo libro sarebbe veramente interessante, ma troppo lunga da raccontare in questa sede. Apparentemente, stesso contesto di Schegge di me: una ragazza non può toccare nessuno, pena la morte altrui. Qui però c'è la provincia americana, un padre amorevole (finalmente!), un confronto con persone di pari poteri. Non sono convinta della fine, ma non è poi così grave.
Fantasy per bambini: The Familiars libro 1 di Adam Jay Epstein ed Andrew Jacobson.Gradevole fantasy avventuroso, incentrato sulle figure dei famigli o familiari (per intenderci: Hedwig e Crookshanks). Se i miei figli non fossero in fissa con Strega Madrina, gliel'avrei letto. Al limite, glielo leggerò quando avremo finito di rileggere quello.
Benvenuta depressione: Il bambino indaco di Marco Franzoso. A caldo, mi verrebbe da commentare: storia di un pirla che voleva la moglie New Age e si è trovato a fronteggiare il problema di averla. Ovviamente è un'estremizzazione, ma rende bene l'idea di come per tutto il libro (breve, per fortuna, un racconto in verità) ti venga da dirgli: o pirla, prendi il bambino e scappa, salvalo, salvati. E invece niente, come al solito devono intervenire le mamme. Con tutto il fatto che, se mia nuora affamasse mio nipote per le sue convinzioni del cazzo, non le sparerei: mi prenderei proprio la soddisfazione di prenderla per quel collo striminzito e tirarglielo come a una gallina. Insomma, ci voleva più cattiveria.
Urban fantasy YA rocambolesco: Demon sitter di Royce Buckingham. Morto il suo maestro, un ragazzo rimane solo in una casa polverosa a custodire demoni, qui intesi come creature del caos che vanno tenute a bada affinché non distruggano l'ordine del mondo. In verità la trama è esilina, niente di che, ma alcune scene sono esilaranti e in generale il mondo in cui il protagonista si muove è interessante. Svuotacervello intelligente per ragazzini, godibile anche dagli adulti.
Un punto di vista diverso: Il vangelo dell'assassina di Amanda Lind.  Si può essere moglie, madre e professionista del crimine? La risposta di Francy è "nì". La mia risposta è "sì, se hai le palle di non sposarti con un fantoccio". Ma anche "chissenefrega, ormai il danno è fatto". Il romanzo è bello e originale, neanche un personaggio stereotipato, c'è azione ma anche introspezione. La mia anima bambina avrebbe preferito un finale diverso, ma la me stessa adulta riconosce che è giusto così.

mercoledì 28 novembre 2012

Ormoni ed età

Quando ero adolescente, Richard Gere risorse grazie a Pretty Woman. Di quel film, immagino che tutte ricordiamo la scena di Julia Roberts vestita di rosso, all'opera, che piange guardando la Traviata. Forse non tutti sanno che la scena è presa paro paro da La mia geisha, in cui Shirley MacLaine si commuove assistendo a una rappresentazione della Madama Butterfly.
Ecco, io all'epoca ero una ragazzina, la Butterfly mi sembrava la storia di una donna debole e stupida. Oggi la vedo nella sua pienezza e bellezza: la storia di una donna disperata che si è aggrappata a un sogno d'amore ed è morta per consentire al figlio di avere una vita migliore.
Una volta assistevo impassibile al finale, pensando che quella katana l'avrei usata per tagliare la gola a Pinkerton e alla sua insipida moglie.
Oggi capisco che, se tuo figlio ha fame e la tua unica prospettiva è tornare a fare la prostituta, non hai molta scelta. Io forse non mi sarei ammazzata, nella speranza un giorno di rivederlo, cresciuto e felice. Ma non riesco neanche a nominare il sacrificio di Butterfly (quello di rinunciare al proprio figlio) senza commuovermi.
Altro che eteree fanciulle che muoiono di tisi.

domenica 25 novembre 2012

Musa's Box

L'elenco delle cose belle questa settimana arriva in anticipo di un giorno, perché domani temo sarò troppo sotto un treno col lavoro per potermi prendere anche solo un attimo di pausa.
È stata una settimana strana: piena di cose belle ma anche pervasa da uno scoglionamento che faccio risalire alla SPM. Sono contenta che:
- siamo riusciti ad andare finalmente all'IKEA, dopo mesi che dovevamo, e non prendere troppe cazzate, anzi: direi il minimo indispensabile + 3 confezioni di candele
- la lezione di danza di ieri sia stata bellissima e commovente (sì, Pedretti, mi sono sciolta così bene perché ho riconosciuto l'aria della Madama Butterfly), nonostante i fanveil non siano il mio accessorio preferito (né quello che mi riesce meglio)
- Luca sia andato al posto mio alla presentazione del nuovo libro di Nicolai Lilin e abbia fatto un po' di PR per me
- una cara amica, dopo aver letto il mio libro, stia progettando una performance e addirittura un booktrailer dedicati a Sholeh Zard. Inoltre sono contenta che la compagnia a cui si è unita di recente sia di una figaggine pazzesca
- un'altra amica ed io abbiamo formato una task force anticrisi per risollevare un po' il morale di un'amica che sta attraversando un brutto momento
- in biblioteca mi siano arrivati un sacco di libri stuzzicanti. Peccato non aver avuto più di 10 minuti per aprirli!
- Luca ed io abbiamo passato una mezza domenica insieme, tra una colazione sontuosa e tante coccole
- mi sia arrivato il pacchettino di un'amica lontana, con un sacco di prodotti meravigliosi (Giada, giuro che i tuoi te li porto stasera, cascasse il mondo)
- la visita dalla dietista sia stata un successo e una piacevole chiacchierata
- un'amica che finora ho frequentato meno di quello che vorrei si sia rivelata ancora più piacevole di quello che sospettavo
- con due amiche siamo riuscite a trovarci per fare un po' di sano bidet a un certo numero di persone
- le risate siano state più dei musi e delle urla
- Amelia abbia deciso di fare il saggio di ginnastica di Natale perché le va, senza pressioni da parte nostra. E che Ettore in altrettante libertà abbia deciso di non partecipare allo stesso saggio
- le zucche della Bioexpress si siano rivelate superiori alle mie aspettative
- siamo riusciti a trasformare in aneddoto ridicolo un acquisto a dir poco incauto (non comprate carpe, soprattutto intere e non eviscerate!)
- la moussaka comprata dal kebabbaro fosse veramente molto molto buona
- la salute di tutti abbia finora tenuto botta, nonostante raffreddamenti e tossi varie
Mai come in questo periodo sono consapevole della fortuna che ho e che temo sempre di non meritare.

venerdì 23 novembre 2012

Godersi ciò che c'è

In giorni come questi, complici la SPM, il clima e il lavoro, mi scatterebbe automatica la lagna: sono stanca, mi fanno male le spalle, il mio lavoro di questi giorni mi annoia mortalmente e mi costringe a trascurare una parte dei miei doveri, questa settimana mi sono sempre alzata alle 6 perché il pullmino passava presto, ho una gatta che caga radioattivo e un gatto che mi stordisce di richieste, e via lamentando.
Ma che cazzo, mi dico poi, come può una serie di eventi insignificanti, per quanto fastidiosi, dare il via a una lagna, quando ci sono tante cose belle nella mia vita? No, ora non scatterà la modalità "senso di colpa", mi sono liberata di certi retaggi.
Scatterà la modalità "goditi quello che c'è". Goditi il fatto che oggi andrai al Naturasì con tua mamma e i tuoi bambini. Che hai trovato i fanveil che ti servivano, te li presta un'amica. Che tra una settimana vengono le tue amiche e ti aspetta un weekend super. Che questo weekend farai danza e un fichissimo swap party. Che tra un'ora e mezza sarai a casa, con tuo marito e i tuoi bambini e i tuoi gatti. Che, se la gatta radioattiva cagherà di nuovo, potrai accendere uno dei tuoi nuovi meravigliosi incensi, dono di un'altra amica. Che hai addosso il profumo più buono di sempre. Che questo weekend, cascasse il mondo, finirai di copiare Zohar.
E adesso muovi il culo. Più lo tiri in lungo, questo lavoro noiosissimo, e più patirai.