mercoledì 17 febbraio 2010

Educazione e istruzione

In questo periodo, complici le scadenze delle iscrizioni alle scuole dell'infanzia e primarie, Luca ed io abbiamo molto riflettuto sulla scuola che vorremmo.
Il primo punto fermo che abbiamo messo (forse l'unico, a dire il vero) è che vorremmo, se possibile, che i nostri figli stessero a scuola solo la mattina. Non sappiamo ancora se e come ciò sarà possibile: c'è di mezzo la mia richiesta di part time, l'eventuale formazione di una classe elementare di 24 ore, l'accettazione di Ettore l'anno prossimo (ma pare che, proprio proprio andasse male, a Bereguardo lo accetterebbero dal 6 febbraio).
Perché vogliamo ridurre al massimo le ore di scuola? Non per crescere figli asini, ma il contrario.
Nel caso in cui riuscissimo, i vantaggi sarebbero tanti.
Prima di tutto, penso che non passare tutta la giornata a scuola aiuti i bambini, soprattutto alle primarie, a distinguere tra educatore e insegnante. Quest'ultimo ti inculca nozioni e metodi di apprendimento, mentre il primo è portatore di tutto un sistema di valori. Non dico che i miei figli non debbano entrare in contatto con altri sistemi di valori, ma preferirei che il loro riferimento principale fosse il nostro.
Detto questo, non credo che entreranno in contatto con insegnanti immorali o crudeli (e se succedesse, prenderei provvedimenti). Ma sicuramente assorbiranno, in parte, sistemi etici e modelli culturali che non sono i nostri e che non ritengo poi così meravigliosi o indispensabili.
Esempio: ammettiamo che abbiano un'insegnante (purtroppo il mondo dell'insegnamento all'infanzia è in gran parte in mano alle donne) che trova giusta la divisione tra "cose da maschi" e "cose da femmine". Per quanto io possa fare per far cambiare idea all'insegnante in questione, lei difficilmente cambierà radicalmente opinione. E io non voglio che i miei figli vengano troppo influenzati da una persona con un'opinione del genere, per quanto brava persona e ottima professionista.
Non dico che tutte le diversità siano un male, per carità. Se mi trovassi ad avere un'insegnante, che so?, vegetariana (non fanatica, ovviamente), sarei contenta che i miei figli crescessero anche con la sua opinione, se rispettosa del nostro modo di vivere.
L'altro aspetto per cui sarei contenta di poterli seguire durante il pomeriggio è proprio l'apprendimento. Nella scuola pubblica, necessariamente l'approccio non è ad personam e l'obiettivo di riferimento è medio. Se uno dei miei figli si trovasse ad essere fuori dalla media (nel bene o nel male), vorrei poterlo seguire, per evitare di fargli odiare la scuola e il sapere. Inoltre, anche nel caso in cui tutto viaggi nei normali binari, vorrei poter presentare loro alcuni argomenti sotto un altro punto di vista, cercare di trovare punti di contatto tra le nozioni astratte e la vita vera.
Un altro motivo ancora è attaccabile da chi sostiene l'importanza di temprarsi: vorrei che i miei figli non si stancassero eccessivamente. Vorrei che avessero sì le energie per imparare e approfondire, ma anche per giocare, muoversi, fare sport o danza. Non voglio ritrovarmi a trascinare qua e là degli straccetti stanchi e apatici, come mi succede il giovedì quando Amelia esce alle 17.30 e si addormenta appena metto in moto l'auto. Vorrei che la scuola non fosse tutta la loro vita, che avessero energia per fare altro altrove, fosse anche "solo" a casa loro. Inoltre, penso che l'essere meno stanchi li possa aiutare anche ad ammalarsi di meno e/o meno gravemente.
Infine, credo che un ritmo del genere possa aiutarli a trovare un equilibrio migliore tra l'essere proiettati "fuori", verso la socialità, e il rifiugiarsi dentro il calore della famiglia.
Qualcuno mi dirà: ci arrivi adesso che ormai hanno fatto il nido e Amelia quasi tutta la materna a tempo pieno. E io risponderò: finché devo pagare il nido, non mi posso permettere nient'altro che di fare le mie 36 ore settimanali scapicollandomi per cercare di tornare a casa prima che posso. E inoltre, se anche dopo non fosse possibile applicare questo programma di homeschooling part-time, non credo che ci sarebbero danni irreparabili.
Credo solo che, dal momento che per me questa soluzione è praticabile (non senza il sacrificio di una bella fetta di stipendio), cercherò di realizzarla e spero davvero che sia una buona soluzione per tutti.

10 commenti:

  1. mia carissima, ti ringrazio per questo post perché è l'esempio delle domande che una famiglia deve porsi al momento di procedere alla scelta della scuola, ovvero che cosa uno si aspetta dalla scuola, che cosa intende per educazione, che tipo di educazione vuole dare ai propri figli, come vuole gestire il tempo e le energie della famiglia.
    ci tengo a dirlo perché io, per esempio, mi aspetto altro dalla scuola e ho fatto una scelta consapevole di tempo pieno, non perché ritengo che sia quella giusta in assoluto, ma perché è quella giusta per noi qui ed ora, e nel confronto trovo qualche spunto nuovo.
    che tu abbia fatto una scelta diversa fino ad ora non conta. le esigenze in famiglia cambiano nel tempo, e perfortuna, altrimenti sarebbe una noia mortale.

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  2. Mi racconteresti quello che ti aspetti tu, invece? Mi sarebbe utile capire anche le ragioni di altre persone, soprattutto di quelle che hanno figli più grandi.

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  3. Io ti approvo in pieno, io stavo a scuola solo al mattino perchè mia mamma, insegnante, aveva la maggior parte dei pomeriggi liberi e se avessi un figlio vorrei poter fare lo stesso che faceva mia mamma e che vuoi fare tu... stessi motivi, stessi desideri.
    Spero allora che la tua richiesta di part time venga accettata! In bocca al lupo :)

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  4. Io devo ancora formarmi un'opinione. A scuola ci sono sempre stata fino alle 16 e poi stavo con la nonna (una noia). Marito tornava a casa dalla mamma, poi ad una certa età ha chiesto di potersi fermare perchè preferiva passare del tempo con i compagni.
    Anche io trovo meglio non stare fuori tutto il giorno, naturalmente se ci sono valide alternative. Il mio dubbio riguarda l'organizzazione del tempo pomeridiano: è un parcheggio o si fanno cose utili, tipo i compiti? Perchè se il punto è principlamente quello di supplire all'assenza dei genitori allora è preferibile stare a casa. Pareri di mamme che già frequentano le elementari?

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  5. Interessante. Tuttavia io propendo decisamente per un tempo pieno, invece. Ora ci penso, argomento un po' e ci faccio un bel post sopra!

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  6. @M di MS: la mia riflessione è partita dall'osservazione di una mia amica, che ha la bambina grande alle elementari. Scuola fino alle 16.30, danza una-due volte a settimana, compiti. Tanti compiti (e me lo dice una che ha fatto il classico con me, studiavamo insieme dalle 14 alle 19) nonostante il tempo pieno. Io non voglio che l'unica cosa che i miei figli fanno a casa siano i compiti. Oltretutto, anche dalla mia esperienza personale (ma anche sulla base del pensiero Montessori), penso che i compiti "dall'oggi al domani" non aiutino per niente ad assimilare e apprendere.
    Ovvio che, se stare a casa si riduce a guardare cartoni animati intanto che la mamma cucina, meglio la scuola. Ma io vorrei riuscire a fare con loro qualcosa di interessante, a cui possiamo dedicare tempo ed energie senza l'impressione di rubarli ad altre necessità più impellenti.
    Oh, se poi non funziona, liberi di tornare al tempo pieno senza rimpianti!
    @chiara: attendo con ansia :-)

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  7. con il figlio grande provato entrambi, prima il pomeriggio a casa con 2 rientri e sabato a casa, poi tempo pieno (ho cambiato perchè ho traslocato e quando arrivi in una classe successiva alla prima devi accettare la situazione che c'è). Pro del pomeriggio a casa: era meno stanco, organizzavamo meglio il pomeriggio e riuscivamo a fare + cose insieme. Pro del tempo pieno : sabato a casa
    Il figlio piccolo è al nido, fino ad oggi non ho pensato alle alternative, in questo momento il tempo pieno mi sembra un'alternativa valida per avere un pò di tempo di qualità che il grande (è al liceo) reclama, più avanti vedremo

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  8. @alchemilla: grazie per la tua esperienza! Anch'io sarei per quello che qui viene chiamato "a moduli" (i 2 pomeriggi di rientro, per intenderci), che oltretutto mi permetterebbe anche di prendere un part time a più ore, ma con la riforma Gelmini questa modalità è stata abolita: fai o le 24 ore su 6 giorni (e in effetti non avere il sabato libero è una bella menata) o le 40 ore su 5. La cosa che mi sembra inumana (ma necessaria, per chi lavora full time e non può/vuole fare altrimenti) è che bambini di 6 anni vengano costretti a stare in una classe per 40 ore alla settimana, quando il mio full time è di 36. Infatti, in questo comprensorio, il tempo pieno non viene visto come lezioni alla mattina + doposcuola al pomeriggio (giochi, attività fisiche e creative, fare i compiti...). Le 40 ore sono tutte ore bene o male di lezione, dove al pomeriggio si fanno laboratori e approfondimenti e i compiti si portano a casa.
    A me pare folle, anche se spesso inevitabile.

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  9. Mamma di due bambini di cui il piccolo frequenta, la grande ha frequentato sino allo scorso anno il tempo pieno, provo a dirti cosa, secondo me, questo tipo di scuola può offrire. Le 40 ore sono in effetti tante, ma un vero tempo pieno non dovrebbe contemplare i compiti a casa, e le otto ore a scuola hanno tempi di lavoro molto distesi, con lunghe pause di gioco e ricreazione. Al pomeriggio si fa didattica esattamente come al mattino, ma le attività più impegnative, le verifiche, le interrogazioni si fanno al mattino. Il tempo in più rispetto a una scuola di 24 ore è speso molto anche nella costruzione dei rapporti interpersonali, nell'ascolto dei bimbi. Nella classe della mia grande, ad esempio, una delle due maestre ogni mattina faceva raccontare ad ognuno dei bimbi una cosa bella e una cosa brutta accadute il giorno precedente; era un modo per far venire fuori il loro vissuto (spesso non facile), per conoscersi, per educare all'ascolto degli altri. Mi pare evidente che in una scuola con tempi più ristretti una maestra debba soprattutto fare lezione, seguire il suo programma, e non possa più di tanto permettersi questa o altre "divagazioni", dal mio punto di vista invece altrettanto importanti. In un vero tempo pieno le maestre sono due, e questo insegna i bambini a rapportarsi con figure adulte diverse, altre dai genitori, che comunque rimangono i principali punti di riferimento educativi. Le compresenze ( che purtroppo con la Gelmini non tutte le scuole sono riuscite a mantenere) servono a lavorare con i bimbi a gruppetti, a seguire con più attenzione chi ha difficoltà, a fare attività manuali, ad uscire per visite guidate in città...
    Io non ho scelto questo tipo di scuola, non potevo fare diversamente, ma ne sono contenta, perchè credo che possa dare buoni frutti. Lavoro fino alle 4 e mezza del pomeriggio, e da quell'ora in poi riesco a stare con i miei figli. Sinceramente credo che potendoselo permettere una scuola a modulo sia forse, sotto il profilo orario, la soluzione ideale, che consente di aver qualche pomeriggio libero per fare altro senza affannarsi.
    Qui a Bologna le 27 e 30 ore esistono ancora, le 24 non le chiede nessuno...

    Arianna

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