mercoledì 25 novembre 2009

I soliti uomini

Da anni leggo il blog di Elastigirl (non c'è neanche bisogno che metta il link, vero?), da ben prima che diventasse un fenomeno mediatico. Invariabilmente suo marito si comporta in modo per me irritante e invariabilmente l'uditorio si divide in colpevolisti e no.
A parte il fatto che Elasti avrà fatto i suoi conti e se continua a stare con il suo uomo un motivo ci sarà, spesso rimango irritata da certi commenti di difesa o commiserazione: sai come sono gli uomini, non si può fare affidamento su di loro, a noi donne spetta tirare la carretta... ma vi sentite?
Quando, uscita da una storia senza basi che si era protratta troppo in là, mi guardai indietro, mi resi conto che il mio errore più grande era stato accontentarmi di un uomo che era inferiore a me. Proprio così pensai: inferiore. Uno che oggi, per carità, è docente universitario mentre io sono un'impiegata di basso livello sposata a un operaio agricolo. Ma, lasciatemelo ripetere, lui è tuttora inferiore a me, dove "inferiore" non indica una condizione sociale o economica, ma il valore globale di una persona.
Senza sentirmi chissà quale dea, io spesso provavo imbarazzo per lui: per la sua prona devozione all'autorità di sua madre, per gli atteggiamenti di timidezza patologica, per la sua rigidità. Spesso lo "coprivo" o giustificavo davanti ai miei genitori e ai miei amici.
Quando finì (e meno male che finì), mi dissi: ora basta accompagnarsi tanto per, ora voglio un uomo che sia alla mia altezza. All'epoca pensavo che il mio uomo ideale sarebbe stato molto colto e magari anche un po' bastardo, mi immaginavo una specie di Sgarbi giovane.
Invece ho trovato il mio destino in un casaro che non sa chi sia Lois Lane, che a volte usa l'italiano come se non fosse la sua madrelingua, che si dimentica i suoi averi nei posti più impensati. Ma che c'è. E non è minimamente inferiore a me.
Luca ha i suoi difetti, e a volte ne soffro. Ma è uno su cui contare nei momenti difficili, uno che non si fa prendere dal panico. È uno che vede problemi e cerca di risolverli con calma e determinazione, mantenendo i piedi per terra e non dimenticando l'obiettivo finale. È uno che sa dare concretezza ai miei sogni, che mi indica la via vera per realizzarli.
È anche uno da prendere in giro, per carità, o che ti irrita per la sua lentezza in certe cose. Ma mai, neppure quando vedo il suo sguardo vacuo davanti a certe mie spiegazioni, ho mai pensato che ci fosse in lui qualcosa da nascondere o giustificare.
Certo non è appariscente, certo non è un animale da festa. Ma è una persona vera, umile e serena, che per questo riesce a star bene dovunque e con chiunque lo meriti.
Molti, vedendo il nostro rapporto da fuori, si immaginano che lui sia il servo della gleba e io la megera che lo comanda a bacchetta. Ma quei molti non immaginano quanto il nostro rapporto sia giocato sulla ricerca di un equilibrio di potere, dove nessuno prevalga sull'altro e dove la lotta non sia distruttiva. Dove ognuno di noi è attento a condurre il gioco in modo che l'altro non rimanga troppo indietro, pena la rottura dell'equilibrio.
Oltretutto, Luca è la persona che stimo di più al mondo. Se qualcuno, vedendo un suo istante di debolezza, dovesse commentare "eh, ma lo sai come sono gli uomini...", penso che le salterei alla gola.
Perché, come sempre accade con chi ci è caro veramente, siamo solo noi a poterne parlar male.

8 commenti:

  1. questo post è come se l'avessi scritto io
    :) in tutto e per tutto. e anche il mio si chiama (gian)Luca :)
    ves

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  2. Mi ritrovo moltissimo nel pezzo in cui parli di lui sevo della gleba e di te megera... che è quello che tanti si sentono in diritto di dire a me e a Dhaou. A parte il fatto che non mi sognerei mai di giudicare il rapporto tra due persone, e a parte il fatto che solo chi fa parte di una coppia sa esattamente come stanno le cose, negli anni ho capito che questi commenti sono generati dall'invidia. Quella pura, semplice e marcia. Perchè io posso permettermi di essere me stessa con mio marito ( e quindi magari sbraitare in fase premestruo), e lui essere se stesso con me (e magari fare l'orso sociopatico). E temo che la maggior parte delle donne invece non possa: la maggior parte recita, anche nella vita privata. E a me sta cosa mette una gran tristezza... per cui se pensano che io sia una strega, ben venga.

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  3. Beh, Biò, ma tu sei una strega ;-)

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  4. Ah, e sulla recita nella vita privata. Io non so se recitano o se lo fanno per una forma di pudore troppo forte, ma conosco donne che dal loro uomo, anche dopo molti anni, non si fanno mai vedere sul water o non si fanno mai cogliere "in fallo" a fare una scoreggia.
    Ecco, io non dico che si debba sbracare completamente in coppia, ma non mi sentirei a casa mia se dovessi nascondermi o appartarmi per fare qualcosa che il mio corpo giudica naturale. Non lo esibisco, ovviamente, ma non lo nascondo nemmeno. Anche perché prima o poi capita che uno per l'altro debba fare qualcosa di sgradevole. Penso a quando Luca mi ha vista partorire Ettore (e chi ha provato sa che a volte, insieme al bambino, esce qualcosa di meno profumato). O a una volta che non ce l'ho fatta a svegliarmi in tempo (avevo un virus intestinale molto forte) e ho sporcato il letto. Come si sarebbe sentita al mio posto una donna che si allontana per arieggiare l'intestino? Non lo dico con l'intento di dire "io faccio bene, loro no", lo dico perché ho rischiato di sposare un uomo con cui avevo un rapporto del genere e non riesco a immaginare come sarebbe potuta andare la convivenza, alla luce della mia quotidianità con Luca.

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  5. mi ritrovo tanto nei vostri ragionamenti, specialmente sul fatto che anch'io trovo essenziale essere se stessi almeno in coppia. senza schermi senza paraventi senza inutili cazzate. e pare che ci accomuna anche il fatto che i nostri mariti siano giudicati "servi della gleba" :P.
    neanch'io caspisco elasti e la sua scelta di avere un "marito part time" come lo chiama lei. per come sono io, non l'avrei mai accetato, per me condividere la quotidianita è indispensabile e vivere una vita con avere un marito 3 giorni a settimana presente e 4 no, non mi starebbe bene, per di piu con 2+1 figli. lei evidentemente è diversa e il suo equilibrio l'ha ragiunto e da quello che scrive si vede che lo ama e le sta bene cosi. poi io ho in famiglia una persona che lei si è allontanata e si è portata i figli a 500 km dal marito, e non perche si vuole separare, ma perche non le piaceva la citta dove abbitavano tutti insieme.
    il mondo è bello perche vario (ed avariato)
    ves

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  6. "...ma vi sentite?"
    "non lo dico con l'intento di dire io faccio bene, loro no"

    Non è che, ultimamente, la Lanterna si è presa per un Faro con la missione di rischiarare la notte dei poveri mentecatti della blogsfera? Nulla di male, basta non tirare il sasso per poi nascondere la mano...

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  7. @Tita: se hai voglia di litigare, litighiamo. Accostare due frasi che ho scritto in due contesti diversi (una in un post che parlava di considerare i mariti dei coglioni e una in un commento in cui parlo del fatto che non mi chiudo in bagno quando piscio a casa mia) è un'operazione intellettualmente scorretta. Se io considerassi i blogger dei mentecatti, non ci starei in rete. Ma si dà il caso che (vedi un mio commento precedente) molti blogger che mi leggono siano persone intelligenti, che stimo e con cui dialogo con piacere. Non sto parlando di te, ovviamente.

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  8. Bellissimo questo post! Anche io penso le stesse identiche cose di mio marito (e anche delle scorregge eh eh eh) e trovo che chi dice che "gli uomini sono così" o "le donne sono così" è perché non è completamente soddisfatto del partner e se lo tiene pensando che certe cose sono inevitabili.

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